Roma, 6 ott – Mentre i membri della maggioranza e del governo fanno lo sciopero della fame contro la maggioranza e il governo, il Pd starebbe studiando un modo più concreto per arrivare allo ius soli. L’obbiettivo sono sempre loro: gli alfaniani. Ventre molle della maggioranza, si oppongono alla legge, dando però l’impressione di essere sempre sul mercato. E allora si lavora per comprarli. Alfano ha dichiarato che approvare ora lo ius soli significherebbe fare un favore a Salvini. Parole che sembrerebbero segnare la parola fine sulla legge, dato che i voti dei centristi, al Senato, sono determinanti. Sotto traccia, tuttavia, c’è chi nel Pd lavora per convincere la frazione ribelle della maggioranza.

La proposta è semplice: chiedere agli alfaniani di uscire dall’aula al momento del voto, abbassando in questo modo i numeri per ottenere la maggioranza senza costringere i centristi a votare la riforma. Su Alfano e compagnia, del resto, si fanno sentire anche le pressioni del Vaticano, che starebbe spingendo per l’approvazione della legge, con una ingerenza che i tanti anticlericali della domenica non sembrano avvertire come tale. Ma c’è anche un piano C: quello di cercare i voti dei verdiniani. “Tutti dicono che puzziamo ma alla fine il gruppo di Ala è il campione dei diritti civili”, ha affermato ironicamente Riccardo Mazzoni, senatore verdiniano. Avrebbe trovato nove-dieci voti in grado di compensare le perdite che arriveranno da Alternativa popolare. In questo modo, sarebbero 157 i senatori favorevoli alla legge sulla cittadinanza, un numero molto vicino ai 161 della maggioranza assoluta e sufficiente a far passare i provvedimenti nell’Aula di Palazzo Madama.

Giorgio Nigra

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