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Roma, 30 dic – “Contraddittoria e populista, non avrà la nostra fiducia”. Fu la prima accusa di Berlusconi all’attuale maggioranza gialloverde, per prenderne fermamente le distanze. Forza Italia così, dalla formazione del governo Lega-M5S, iniziò la sua opposizione accusando l’esecutivo di parlare troppo alla “pancia della gente”. Qualcuno avrà spesso pensato che era quanto soleva fare, con una certa efficacia, lo stesso Berlusconi quando ancora godeva di una certa popolarità. Ma ormai neppure la pancia dei cosiddetti “moderati”, evocati sovente dal leader di Fi, sembra più rispondere agli stimoli di un partito in caduta libera che tenta adesso di riciclarsi come forza “responsabile” e “competente”.
Fa dunque alquanto sorridere la pantomima messa in scena ieri dai parlamentari forzisti per protestare contro la manovra del governo. I deputati berlusconiani hanno infatti improvvisato un flash-mob alla Camera indossando gilet azzurri, dapprima interrompendo i lavori in aula e in secondo poi scendendo in piazza al grido di “basta tasse”, “giù le mani dalle pensioni”, “giù le mani dal no-profit”. Gli stessi slogan stampati sui gilet che secondo Berlusconi dovrebbero essere la nuova divisa da battaglia dell’opposizione meno da battaglia che la storia ricordi. “I gilet azzurri indossati dai nostri parlamentari sono il simbolo di un’Italia che non vuole distruggere, ma ricominciare a costruire un’Italia che dice basta tasse – ha scritto il leader di Fi in una nota – giù le mani dalle pensioni, giù le mani dal volontariato, giù le mani dall’Italia che lavora e che produce! Gli stessi gilet azzurri a gennaio saranno nelle piazze di tutte le città italiane per continuare la mobilitazione contro il governo giallo-verde a fianco dell’altra Italia seria e lavoratrice che ancora una volta viene ingiustamente penalizzata”.
Neanche il buonsenso di aspettare il mese di carnevale. Berlusconi è sicuro che c’è ancora un popolo pronto a seguirlo riempiendo le piazze con indosso questi tristi gilet azzurri. Un popolo che dovrebbe scagliarsi contro il governo sulla falsa riga di quanto fatto in Francia dagli originali gilet gialli. Quanto sia chimerico questo auspicio è abbastanza lapalissiano. A prescindere però dal legittimo tentativo di una forza parlamentare, per quanto essa possa apparire al tramonto, di opporsi alla manovra di un governo che reputa scellerato, è quantomeno grottesca la scelta di scimmiottare la protesta francese che con tutta evidenza, stando ai recenti parametri adottati da Berlusconi, dovrebbe essere bollata come “populista”. Siamo insomma di fronte allo psicodramma inglorioso di un partito a cui non resta che l’ultimo atto imbarazzante? Al popolo l’ardua sentenza.
Eugenio Palazzini

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