Reggio Emilia, 13 lug – “La Regione Emilia-Romagna valuti se vi sono responsabilità interne all’Ausl di Reggio Emilia nelle vicende dell’inchiesta ‘Angeli e demoni’ in cui i magistrati tirano in ballo tale ente sanitario e si costituisca parte civile nell’eventuale processo che ne conseguirà”. E’ quanto chiedono in un’interrogazione alla Giunta regionale i consiglieri della Lega, Fabio Rainieri, vice presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, e Gabriele Delmonte, vice presidente del Gruppo regionale in merito alla terribile vicenda che ha portato alla luce un sistema illecito di affido dei minori che venivano pretestuosamente strappati alle famiglie naturali e ricollocati in affido retribuito a famiglie di amici, ex amanti e conoscenti, (alcuni dei quali con disagi psichici accertati) degli operatori sociali coinvolti. Vicenda che ha portato  all’autosospensione dalle fila del Partito Democratico per Andrea Carletti, l’ex sindaco di Bibbiano, indagato per abuso d’ufficio e falso nell’ambito dell’indagine in questione.

“Si indaghi sulle eventuali responsabilità di dirigenti e funzionari della Ausl”

Ebbene, i due esponenti della Lega sottolineano che “dalle indagini sui presunti illeciti nell’affido dei minori in Val d’Enza emerge che non vi sarebbero implicati solo i servizi sociali dell’Unione dei Comuni oltre che psicoterapeuti privati e politici locali Pd, ma che vi sarebbero anche punti oscuri riguardanti l’Ausl reggiana e quindi eventuali responsabilità e complicità di suoi dirigenti e funzionari“.

Un giro di soldi pubblici sospetto


Rainieri e Delmonte chiedono di indagare su come siano stati spesi i soldi pubblici. “In particolare, sarebbero stati spesi indebitamente 200.000 € per sedute private di psicoterapia a cui sono stati sottoposti i minori osservati, ciascuna delle quali era pagata più del doppio del prezzo ordinario (135 € contro 60 o 70 €). Si tratterebbe di prestazioni che sarebbero dovute essere erogate gratuitamente dall’Ausl. Secondo, infatti, la direttiva regionale in materia di affidamento di minori – sottolineano i due leghisti – tutte le attività di assistenza sanitaria e socio sanitaria verso i minori in affido rientrano nei livelli essenziali che l’ente sanitario deve garantire e il Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dello stesso deve garantire ad essi una presa in carico effettiva anche attraverso l’erogazione delle prestazioni sanitarie”.

“Strano che nessuno sapesse di queste spese”

Di qui l’accusa: “Sarebbe quindi strano che nell’Ausl di Reggio nessuno sapesse di queste spese e comunque anche nel caso nessuno sapesse, ci sarebbe un problema di mancata vigilanza. Ma va inoltre attentamente valutato il fatto che riguarderebbe il direttore generale della stessa Ausl, il quale sarebbe indagato per abuso di ufficio per aver tentato di spacchettare in più tranche, insieme ad altri indagati, il servizio di psicoterapia da 80.000 €, in modo da abbassare gli importi ed evitare di indire un bando pubblico”.

“L’ombra viene gettata su tutti i servizi sociali per i minori della regione”

“Quelli che riguardano l’Ausl reggiana non sono, purtroppo, che solo gli ultimi tasselli di vicende, che se fossero confermate dall’autorità giudiziaria, lascerebbero inorriditi non solo per la meschinità di soggetti che hanno commesso ingiustizie atroci verso minori e loro famiglie, lucrandoci financo sopra, ma anche perché molti degli accusati erano ritenuti dalle amministrazioni pubbliche guidate dal Pd, come quelle locali coinvolte e quella regionale, dei veri e propri luminari nella tutela dei minori – hanno concluso Rainieri e Delmonte – E’ inutile quindi che Bonaccini e il Pd dell’Emilia-Romagna tentino di marginalizzare il problema a una questione puramente giudiziaria che riguarda la gestione dei servizi sociali in una valle, perché l’ombra viene gettata su tutti i servizi sociali per i minori in questa regione. Ed il minimo che si può fare a questo punto è verificare a tutti i livelli se ci siano altri casi simili sul territorio regionale e ce ne sono stati in passato, e costituirsi parte civile, senza se e senza ma, nel futuro processo”.

Ludovica Colli

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2 Commenti

  1. E la Boschi, dello stesso partito a cui appartenevano questi prtesunti ladri di bambini, anzichè stare zitta e ritirarsi a vita privata dà del maschilista a Salvini ! Certe persone non hanno il minimo senso della vergogna

  2. La triste prassi coinvolge non solo l’Emilia Romagna ma l’Italia intera, anche se nella suddetta regione vi è il core business di questo schifoso fenomeno in quanto le sue radici sono di stampo ideologico. E purtroppo non è da oggi da oggi che si lucra su bambini e famiglie ma da decenni ormai. Sarebbe ora che si levasse il coperchio di questo pozzo nero ma in tal caso preparatevi la maschera antigas, la puzza avvelenerebbe l’Italia intera.

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