Il Primato Nazionale mensile in edicola

Milano, 4 giu – L’ennesima storia di prevaricazione, violenza, degrado, umiliazioni, che ha come vittima un’innocente. Una bimba di soli 4 anni, figlia di due 29enni egiziani, residenti a Milano e che regolarmente la massacravano di botte. La sua colpa? Avere dei disturbi cognitivi perché nata prematura. Botte su botte, fino a provocarle delle fratture. La chiamavano “scimmia”, e stavano ipotizzando di avvelenarla per togliersela dai piedi. Non era come gli altri 4 fratelli, quindi non meritava di vivere. Le violenze sono emerse dopo gli accertamenti effettuati dall’Unità tutela donne e minori della Polizia locale di Milano; le indagini sono durate un paio di settimane. Le forze dell’ordine hanno fermato la coppia di “genitori” mentre stavano per salire a bordo di un bus per Malpensa, decisi a scappare al Cairo con i quattro figli – quelli voluti. Ora sono accusati di maltrattamenti e lesioni gravi e la piccola è stata affidata ai servizi sociali.

Le indagini

Le indagini sono scattate a metà maggio, quando la bambina arriva al pronto soccorso con il corpo pieno di contusioni. Dalla visita, però, emergono anche vecchie fratture mai curate che costringono i dottori a chiamare le forze dell’ordine. Iniziano le indagini condotte dai vigili di via Custodi, che intercettano le telefonate della coppia di egiziani. Si scopre un vaso di Pandora dell’orrore: i due chiamano la figlioletta “la scimmia”, la madre è spietata: “La scimmia non la sopporto più” dice spesso al marito. Durante le intercettazioni lei ammette “le ho rotto io un braccio e tu lo sai”. Le intercettazioni rivelano che i genitori – regolari in Italia da 14 anni, l’abitazione in un alloggio popolare abusivo in zona San Siro – stavano escogitando il modo per avvelenarla e farla franca. O anche: “Anneghiamola, soffochiamola”. Trattata come neanche una bestia.
Giovedì scorso il pm ha finalmente disposto l’affidamento della bambina al Comune. Appresa la notizia, la coppia aveva deciso di riparare in Egitto senza la bimba: ai parenti “Diremo che è morta”, si dicevano al telefono. La polizia è stata più veloce di loro. Ieri il giudice ha convalidato l’arresto a entrambi.

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta