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Bolzano, 12 nov — I giornali l’hanno chiamata «provocazione», noi preferiamo definirla uno sfregio. Il cippo posto alla frontiera tra Austria e Italia, al passo del Brennero, coperto con un sacco della spazzatura, accompagnato dalla scritta in tedesco «Rifiuto speciale. Via il confine ingiusto nell’Europa unita». Gesto firmato dalla Südtiroler Freiheit in occasione del 101° anniversario dell’arrivo della truppe italiane al Brennero. La domanda sorge spontanea: c’è qualcosa che sanno fare i secessionisti della Klotz oltre a «provocazioni» che sfociano ogni volta nell’oltraggio della memoria e dell’identità degli italiani?

Denuncia per vilipendio

Immediata la reazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Urzì, che presenterà denuncia alla Procura della Repubblica per vilipendio dell’Italia.
«È vero che ormai queste provocazioni creano discredito ormai solo per chi le fa», spiega Urzì, puntando il dito contro la Südtiroler Freiheit che «Ormai si è trasformata in una patetica macchina delle provocazioni il movimento che fu di Eva Klotz. Che pure nel suo delirio secessionista aveva uno stile di cui per paradosso abbiamo nostalgia. La nuova classe dirigente sputa ogni giorno una nuova bestemmia offendendo la convivenza e i concittadini di lingua italiana e scade in un basso livello di offesa», prosegue, accusando il movimento di porsi «al di fuori di ogni regola costituzionale una volta assumendo atteggiamenti razzisti verso i medici di lingua italiana accusati di uccidere i pazienti, una volta inneggiando alla violenza fisica ed al terrorismo come metodo di lotta politica, una volta denigrando i simboli istituzionali (quale è un cippo di frontiera) in cui si riconosce la Nazione intera». E lancia l’appello a  «isolare politicamente questo movimento di provocatori professionisti in attesa delle iniziative eventuali della magistratura. Nessun credito deve essere più assegnato a Suedtiroler Freiheit nelle sedi istituzionali, basta strizzatine d’occhio o accondiscendenza verso le iniziative presentate, anche quelle apparentemente più ingenue nascondono sempre un messaggio “contro” e mai “per”, come l’ultima richiesta di introdurre in Alto Adige (sacrificando un’altra festa comandata, inizialmente si era detto quella della Repubblica, il 2 giugno) la festa del “papà” che guarda caso coincide però con il patrono del Tirolo».

Gli fa eco il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, che chiede la messa fuori legge del partito: «Non bastava l’oltraggio della scorsa settimana nei confronti dei medici italiani che operano in Alto Adige, oggi il Suedtiroler Freiheit ha oltrepassato ogni limite avvolgendo di sacchi di nylon e la scritta ‘Rifiuto speciale’ il cippo di confine italo-austriaco al Brennero, spiegando in una delirante nota che ‘il Brennero è e resterà un confine ingiusto che ha diviso il Tirolo, incatenando i sudtirolesi a uno Stato straniero’».

Cristina Gauri

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