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Lodi, 2 lug – Sono scattate questa mattina presto numerose perquisizioni per i membri di quattro Onlus coinvolte nel business dell’immigrazione. Su disposizione della Procura di Milano, i finanzieri del Comando provinciale di Lodi hanno inoltre preso in custodia 11 persone. Le accuse sono di associazione per delinquere, truffa allo Stato e autoriciclaggio. Secondo gli inquirenti, queste quattro associazioni avrebbero falsificato dei documenti per vincere degli appalti nella gestione degli immigrati.

L’immigrazione (non) paga

L’inchiesta, denominata «Fake Onlus», intende quindi far luce sui presunti illeciti commessi dai responsabili delle quattro associazioni coinvolte. L’operazione è stata coordinata dai pm Ilda Boccassini e Gianluca Prisco e ha richiesto l’impiego di circa 100 finanzieri. Gli inquirenti sostengono che queste quattro Onlus fasulle avrebbero incassato 7 milioni di euro in maniera illecita. Nelle prossime ore dovrebbero essere resi noti i dettagli dell’operazione presso il Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano.

I precedenti

Il caso di Lodi sarebbe comunque l’ennesima goccia nell’oceano del business dell’immigrazione. In aprile, ad esempio, la Polizia locale di Roma Capitale aveva eseguito l’arresto di 16 persone della Onlus Virtus Italia, con sede a Villa Spada. L’accusa era sempre truffa ai danni dello Stato e riguardava la gestione dei cosiddetti «minorenni non accompagnati». Si tratta di un giro di affari illeciti che ormai da mesi si trova al centro del dibattito pubblico. Di qui i tagli operati dal governo gialloverde all’erogazione di denaro destinato alle Onlus. Tagli di cui, casualmente, si sono lamentate le coop rosse.     

Vittoria Fiore

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