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Roma, 2 lug – Per un fine settimana, la nave Open Arms di Proactiva Open Arms si è trasformata in una passerella attraccata nel porto di Napoli. Quindi i “modelli dell’accoglienza” non potevano mancare alla sfilata “umanitaria”: Roberto Saviano (in promozione del suo ultimo libro), il marito di Bianca Berlinguer, Luigi Manconi (coordinatore di UNAR, l’ufficio anti discriminazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e presidente di “A Buon Diritto”, associazione finanziata da George Soros), Sandro Veronesi, scrittore e sostenitore economico della nave dei centri sociali Mare Jonio, e ovviamente Oscar Camps, fondatore della Ong spagnola.

Disattendendo la diffida per mancanza dei requisiti e dell’idoneità alle operazioni di “ricerca e salvataggiointimata dal Governo del Premier Pedro Sanchez, la nave Open Arms è ripartita da Napoli il 26 giugno, dichiarando di voler fare rotta verso la zona SAR della Libia e evidentemente scordandosi i “dati di prua” (direzione della nave e velocità di crociera) nella città partenopea.

Come è ben visibile nel video, la nave di Proactiva Open Arms sembra procedere in “retromarcia” e parrebbe mossa da qualche misteriosa corrente sotterranea, visto che la velocità segna 0 nodi. Questa particolare rotta si è interrotta il 30 giugno alle 20:29 (ora italiana).

Hackeraggio dei sistemi di tracciamento?

Transponder volutamente crackato o guasto? Nel primo caso, l’hackeraggio dei sistemi di tracciamento navale costituisce un reato perché mette in serio pericolo le altre imbarcazioni. Nel secondo caso, l’equipaggio di Proactiva Open Arms avrebbe dovuto riparare il sistema prima della partenza o tornare in porto appena resisi conto del malfunzionamento. Questa condotta è comunque coerente con le operazioni precedenti della Ong spagnola: ad esempio, nel luglio 2018, quando le due navi, Open Arms e Astral, di Proactiva Open Arms rinvennero la naufraga Josefa su un gommone alla deriva a 80 miglia nautiche dalla costa libica, entrambe non erano tracciabili tramite il segnale AIS del transponder.

Torniamo a questi ultimi giorni. Il 30 giugno la nave Open Arms si imbatte miracolosamente in un barcone, con a bordo una cinquantina di migranti, che navigava tra la Tunisia e Lampedusa, ma in zona SAR maltese. Nel post pubblicato su Twitter, la Ong non si smentisce, lanciando l’ennesima provocazione contro l’Italia: “Scortati ora verso Lampedusa” recita il tweet.

Infatti, Open Arms scorta l’imbarcazione fino alla zona di competenza italiana: “Poco dopo aver passato dalla zona SAR maltese a quella italiana, la motovedetta italiana CP 302 e una della Guardia di Finanza sono intervenutescrive Valerio Nicolosi, reporter di TPI a bordo della nave spagnola. Dopo un veloce scambio di battute, le motovedette italiane soccorrono i migranti, lasciando andare Open Arms, che rimane in zona per “fare osservazione”.

Il trasponder non trasmette i “dati di prua”

Tutto ciò avviene con il transponder che non trasmette i “dati di prua”. Per questo motivo, la sottoscritta pubblica due post sui suoi canali social, uno alle 19:22 e l’altro alle 20:13 (ora italiana). Alle 19:34 dopo la pubblicazione del primo, tempestivamente risponde con un commento Nicolosi: “Ancora? Ma se vedi la posizione della nave come fai a dire che il trasponder è spento. E soprattutto, ma perché non ti fai una vita?”.

Casualmente, alle 20:29, il transponder della nave Open Arms di Proactiva Open Arms inizia a trasmettere i “dati di prua”, direzione della nave e velocità di crociera.

Miracolo di San Gennaro?

Francesca Totolo

5 Commenti

  1. Per fortuna ci sono persone come te, Francesca, che denunciano queste assurde situazioni. L’unica cosa che mi domando è : perché sea watch non è andata in Spagna Francia o altri paesi? Perché se la Francia condanna a 6 mesi una nostra connazionale per avere aiutato degli immigrati o prende a legnate per rimandare in Italia dei poveracci nessuno si indigna? I vari Saviano ecc perché non protestano? Troppo facile e comodo prendersela con il nostro governo… Vorrei vedere se fosse del PD…

  2. Buonasera,

    avverto una profonda ignoranza sul funzionamento del sistema AIS, o forse si vogliono usare i dati a fini propagandistici?
    1_La Astral non è giuridicamente una nave e quindi non è tenuta all’uso dell’AIS. Con tutta probabilità è dotata di un trasponder classe B
    2_Per regolamenti di classe, quando si è tenuti ad usare l’AIS, si deve trasmettere la posizione ed il tipo di nave (in quanto ad esempio si potrebbero avere a bordo migliaia di tonnellate di gas), non mi risulta che rotta e velocità siano obbligatori
    3_non è obbligatorio indicare la destinazione sul sistema AIS, in nessun caso
    4_IL SISTEMA AIS E’ BASATO SULLE FREQUENZE RADIO, i messaggi sono soggetti a corruzione, frequente, per cui certi dati possono non essere ricevuti anche se trasmessi.
    5_IL SISTEMA AIS E’ BASATO SULLE FREQUENZE RADIO, il fatto che un sito internet non riporti i dati di una nave non vuol dire assolutamente che il sistema sia manomesso o fuori uso
    6_NESSUNA NAVE E’ MAI TORNATA IN PORTO PER UN AIS GUASTO, RIDICOLO!

    Ciao

  3. La Open Arms il problema dell’ indicatore di velocità lo presenta da tempo . Un mese fa partendo dalla Spagna con generi di prima necessità da portare in Grecia a Mytilene , il difetto già lo presentava . Almeno quello è dovuto ad incuria . Altre magagne le fanno ma non questa. Romolo da Taranto

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