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Napoli, 29 gen – Camorristi con il reddito di cittadinanza a Napoli e provincia, con oltre cento perquisizioni e sequestri per più di un milione di euro. “Non si tratta dei furbetti del reddito di cittadinanza – chiarisce il generale Gabriele Failla, comandante provinciale della Guardia di finanza di Napoli -. Ma di soggetti condannati per gravi delitti di associazione mafiosa che hanno commesso illeciti presentando autocertificazioni false per ottenere indebitamente i benefici”.

Indagati 120 camorristi per aver percepito indebitamente il reddito di cittadinanza

Il blitz ha visto in azione quattro procure: Napoli, Napoli Nord, Nola e Torre Annunziata. Ed è stato possibile grazie all’incrocio dei dati tra Inps e Guardia di finanza. Sono ben 120 le perquisizioni nei confronti dei camorristi. Oltre al sequestro preventivo delle somme ricevute dagli indagati. Nonché delle carte prepagate, utilizzate per l’erogazione del sussidio (tanto voluto dal M5S), nel periodo compreso da aprile 2019 a gennaio 2021. L’attività investigativa si è basata sull’accurata analisi mirata a verificare i requisiti per usufruire del reddito di cittadinanza. Ebbene, sono state individuate centinaia di domande di soggetti residenti nella provincia di Napoli nonostante la sussistenza di “cause impeditive”. In sostanza, tra gli indagati figurano boss della camorra, narcotrafficanti e addirittura killer.

Il bottino sequestrato ammonta a un milione e 180 mila euro tra somme sui conti e cash trovati in casa

Il bottino sequestrato ammonta a 1.180.000 di euro percepiti indebitamente dai 120 indagati condannati nell’ultimo decennio per associazione mafiosa (molti di loro ancora in carcere). Soldi trovati sia sui conti correnti a loro riconducibili, sia cash nelle loro abitazioni, che si trovano in diverse zone del capoluogo partenopeo (Scampia, Secondigliano, Barra, Ponticelli e Chiaiano). Nonché in altre città della provincia di Napoli tra cui Ercolano, Portici, Torre del Greco, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia.

Insomma, a causa dei pochi controlli, il reddito di cittadinanza sempre più spesso finisce nelle tasche di veri e propri criminali, fatto ben più grave rispetto ai soliti “furbetti”, che pure sono tanti.

Ludovica Colli

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