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Roma, 30 nov – Capodanno a casa, con coprifuoco alle 22. A confermarlo è il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia. “C’è da festeggiare il Capodanno? Si festeggia a casa. Se decidiamo che c’è un limite di orario per gli spostamenti, si torna a casa indipendentemente da quello che c’è da fare”, chiarisce l’esponente dem confermando che non ci saranno deroghe al coprifuoco. Insomma, l’addio al 2020, annus horribilis della pandemia e soprattutto delle misure del governo per contrastarla, avverrà in un giorno come tutti gli altri, con i soliti divieti.



Non solo Capodanno, tutte le restrizioni anticipate da Boccia

Intervenuto a Rainews24, Boccia oltre a confermare il coprifuoco alle 22 a Capodanno, fa anche il punto sulle restrizioni in arrivo per Natale. E sui ricongiungimenti tra figli e genitori spiega che “c’è un confronto che andrà avanti, ma qui si tratta di dare priorità assoluta alla difesa delle reti sanitarie. Nessuno penso voglia la terza ondata” dell’epidemia, fa presente il ministro a proposito di eventuali deroghe per gli spostamenti per consentire i ricongiungimenti familiari. “Per evitare la terza ondata dobbiamo continuare nel mese di dicembre con il rigore e il distanziamento sociale che devono prevalere su qualsiasi esigenza. Molti di noi hanno parenti in un’altra regione, ma ognuno di noi vuole che i propri cari stiamo bene e che gli operatori sanitari possano lavorare nel miglior modo possibile”.

“Sogniamo tutti un’Italia bianca tra qualche mese”

Lo stesso ministro è disposto a non andare in Puglia, sua terra d’origine: “Se le regole dicono che non ci si può spostare, io a Natale resterò a Roma. Poi il momento dell’abbraccio con i miei genitori e parenti arriverà e se arriverà in un giorno diverso da quello solito, credo che lo capiranno tutti”. Boccia poi ricorda l’iter per il prossimo Dpcm, che verrà firmato il 3 dicembre. “Domani mattina ci sarà una riunione della Conferenza Stato-Regioni, poi ci sarà un confronto parlamentare” e infine “il presidente Conte tirerà le somme”. Intanto il ministro conferma che “dobbiamo continuare con il rigore e il distanziamento sociale. E’ difficile che ci siano allentamenti, io sono per regole chiare. Sogniamo tutti un’Italia bianca tra qualche mese“, dice in riferimento alle fasce di rischio gialla, arancione e rossa.

Sileri: “Basta un positivo a tavola a Natale per rischiare una strage”

Il governo giallofucsia punta a tappare gli italiani in casa, con il blocco degli spostamenti dal 20 dicembre al 6 gennaio. “Siamo lontani dal cantare vittoria. Sarà necessario un Natale diverso, altrimenti crescerà di nuovo la curva”, fa presente il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri. ”Gli spostamenti tra regioni dovranno essere limitati. È brutto dirlo, ma credo sia necessario. Dobbiamo ridurre le possibilità di contagio. Entro la fine di dicembre è verosimile che la maggior parte delle regioni siano in fascia gialla e a quel punto sarebbero sufficienti i pranzi di Natale con dei positivi a tavola per rischiare una strage”, ci va giù pesante Sileri in un’intervista alla Stampa. Il viceministro in merito a cenoni e festeggiamenti rinnova infine la “raccomandazione ad avere un numero ristretto di invitati: direi 6, anche se non è un numero magico. E che non siano 6 invitati diversi ad ogni pasto. Anche il coprifuoco, poi, deve restare alle 22″.

Adolfo Spezzaferro



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