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Roma, 30 nov – Un piccolo caso in corso a Roma che spiega bene lo spirito del tempo. Il 22 novembre scorso alcune panchine di piazza Gimma nel II Municipio della Capitale sono state verniciate con i colori arcobaleno. L’iniziativa era stata voluta dall’amministrazione municipale a guida Pd “contro le discriminazioni e i reati di omotransfobia per affermare che il diritto a vivere liberamente la propria identità sessuale è un valore universale”. A supportare il Pd locale anche l’Arcigay e varie associazioni Lgbt. Il carattere politico dell’iniziativa è evidente, ma il messaggio dei promotori va invece in un’altra direzione: imporre la bandiera arcobaleno su un bene pubblico è un fatto normale, scontato, che deve essere accettato senza opposizioni di sorta. Non è una iniziativa di “parte”. Se non ti sta bene sei un omofobo.



Panchine arcobaleno ok, il tricolore invece è da “omofobi”

La controprova si è avuta pochi giorni più tardi, quando qualcuno si è preso la briga di ridipingere le panchine con i colori della bandiera italiana. Nonostante il tricolore rappresenti la totalità dei cittadini come sancito tra l’altro nella Costituzione, il gesto è stato interpretato come un “atto vandalico” e ovviamente “omofobo”. A dipingere le panchine di verde, bianco e rosso sono stati alcuni ragazzi, che tra l’altro come riporta il Corriere della Sera si sono beccati anche nove denunce.

Per il Pd il tricolore è “offensivo”

Il gesto ha subito causato l’indignazione dei numerosi portali di informazione del mondo gay-lgbt e la ferma condanna del Municipio a guida Pd. “Un gesto violento e omofobo”, lo definisce Lorenzo Sciarretta, presidente del Consiglio dei giovani del II Municipio di Roma, “che vuole intimidire e mettere in discussione il diritto delle ragazze e dei ragazzi del nostro municipio di vivere il proprio quartiere senza paura, indipendentemente da chi sono e da chi amano. Questi gesti vanno condannati”. Secondo l’Arcigay invece il fatto di dipingere con i colori della bandiera italiana delle panchine equivale ad un “grave gesto da condannare che offende la lotta e il contrasto alla discriminazioni verso le persone LGBT. Serve una panchina rainbow in ogni piazza di Roma”.

Boldrini e Cirinnà le panchine tricolori sono “uno sfregio”

Sulla questione delle panchine arcobaleno ridipinte col tricolore italiano sono intervenute addirittura Laura Boldrini e Monica Cirinnà, che in una nota congiunta firmata anche da Alessandro Zan hanno definito le panchine tricolori “uno sfregio vandalico” che “strumentalizza la bandiera tricolore, contrapponendola ideologicamente ai colori dell’arcobaleno: qualcosa di inaccettabile e anche ridicolo. L’Italia ha bisogno di strumenti per prevenire e contrastare l’odio, la discriminazione e la violenza, per diventare sempre più bella e civile”. Insomma il messaggio è chiaro: la bandiera arcobaleno è una bandiera di tutti e non può essere toccata. E se le preferisci il tricolore sei un omofobo.

Davide Romano



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2 Commenti

  1. magari per gli omosessuali è diverso,ma un Patriota mai e per nessuna ragione al mondo poggerebbe il culo sul Tricolore.

    quindi dipingere con i colori della Patria una panchina è sicuramente uno sfregio,ma non in base ai bizzarri “ragionamenti” boldriniani.

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