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Roma, 9 mag – E poi sarebbero i “fasciopopulisti” a diffondere le fake news. Da ieri, rimbalzando da un giornale progressista all’altro, sta circolando la bufala di Daniele (il ragazzo coinvolto nelle proteste di Casal Bruciato contro l’ingiusta assegnazione di una casa popolare a una famiglia rom di 14 persone), colpevole a detta di tutti di avere gridato a mamma nomade “ti stupro” mentre questa entrava nell’alloggio popolare scortata dalle forze dell’ordine. In realtà il giovane avrebbe urlato “che schifo” e le testimonianze video lo attestano chiaramente. Repubblica, FanPage, Huffington Post, La Stampa, Open sono solo alcune delle testate che hanno riportato la notizia, ripetendola alla nausea, pubblicando i video con tanto di sottotitoli mistificatori.

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La “svista”

E se in un primo momento si poteva ritenere questo “errore” frutto di una svista, o di un’epidemia di sordità dilagata all’improvviso tra i giornalisti, o semplicemente di cialtroneria – perché è sempre brutto pensare che i colleghi di altre testate siano in malafede, vero? –  oggi la giustificazione non tiene più.  Lo avevamo spiegato bene ieri qui: la frase pronunciata da Daniele, tra i – volgari, gratuiti, evitabili – improperi non è “ti stupro” ma “fai schifo”, che è comunque un insulto ma sicuramente non una minaccia. Lo si sente chiaramente in tutti i video postati da lorsignori dei quotidiani progressisti. Nonostante questo, il prode David Puente ha insistito con l’affermare il contrario in un suo articolo poi ripreso anche dallo stesso Mentana su Facebook. E Vauro ha sciacallato la fake news disegnando una vignetta per “celebrare” l’esclusione di Altaforte dal salone del Libro di Torino:

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Siccome, come dicono i romani, “in culo ti ci entra, in testa no”, urge un ripasso di tutti i video in cui viene pronunciata la frase. Basta alzare l’audio al massimo e tendere l’orecchio, non è difficile.

  1. Nel video pubblicato da FanPage la frase è udibile al secondo 00:07

2. Nel video postato sul canale YouTube di Repubblica la frase in questione si può ascoltare ancora più nitidamente al secondo 00:21





 

3. secondo 00:21 anche per il video postato da La Stampa, a questo link:
https://www.lastampa.it/2019/05/07/italia/casa-a-famiglia-rom-a-casal-bruciato-urla-e-insulti-contro-mamma-con-bimba-ti-stupro-fzKl2c5RHVBqDH4RVJPbmI/pagina.html

Insomma facciamo un appello a Vauro, Puente, Mentana che è sempre così solerte nel fustigare gli “webeti” e i diffusori di fake news: lavatevi le orecchie. Non vorrete che qualcuno inizi a pensare che siete in malafede?

Cristina Gauri 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

5 Commenti

    • Ci vuole uno stomaco in acciaio al cromo molibdeno vanadio per stuprare una di quelle spregevoli puzzone…

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