Roma, 7 set – CasaPound e i cittadini (esasperati) del quartiere, lo vogliono chiudere. La sinistra e i 5 Stelle lo considerano una risorsa. Il centro di accoglienza di via del Frantoio a Roma, nel quartiere popolare del Tiburtino III, è ancora sotto i riflettori e al centro della polemica politica. Dopo l’aggressione subita da una donna più di una settimana fa ad opera degli immigrati ospiti del centro, ieri CasaPound insieme ad un gruppo di cittadini ha occupato la sede del IV Municipio di Roma, ottenendo un consiglio straordinario fissato per mercoledì prossimo 13 settembre, da svolgersi poco lontano dal centro di accoglienza di via del Frantoio. La richiesta avanza da Mauro Antonini di CasaPound è stata condivisa dai gruppi consiliari, che, con un documento firmato da Fdi, Fi, M5s e Pd, l’hanno inoltrata al presidente del Consiglio Municipale.

Presidente del Consiglio Muncipale, la grillina Roberta Della Casa, che casualmente aveva abbandonato l’aula pochi minuti prima dell’arrivo di CasaPound e cittadini arrabbiati. Un modo forse per trarsi di impaccio, visto che solo il giorno prima si era sperticata in dichiarazioni in favore del centro di accoglienza gestito dalla croce rossa, senza spendere una sola parola in difesa dei cittadini del Tiburtino III. La convocazione del consiglio straordinario su richiesta di CasaPound non è andata giù a centri sociali e sinistra, che hanno accusato Pd e 5 Stelle di aver “ceduto al ricatto dei razzisti”. E così l’aria per il 13 settembre si preannuncia tesa, con i “movimenti” (aka centri sociali) che indicono una mobilitazione contro il “consiglio municipale concesso a CasaPound”.

Ma non sono solo i centri sociali a non aver digerito il fatto. L’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma, la pentastellata Laura Baldassarre (a cui CasaPound mesi fa aveva occupato l’ufficio proprio per chiedere la chiusura del centro), visti i tentennamenti dei 5 Stelle del IV Municipio, si è schierata senza se e senza ma in favore del centro di via del Frantoio, come a voler lanciare un messaggio preciso e riportare il movimento su posizioni filo immigrazioniste: “Il lavoro svolto dal presidio umanitario della Croce Rossa in via del Frantoio, nel Municipio IV, costituisce una risorsa e un valore aggiunto per tutto il territorio. E’ quindi assolutamente incomprensibile e inaccettabile mettere in discussione il servizio e le attività garantite ogni giorno dagli operatori”.

Per la Baldassarre “le difficoltà e i problemi di alcune aree della città non devono, in alcun modo, trasformarsi in strumenti per costruire speculazioni politiche sulla pelle delle persone. Occorre un’assunzione di responsabilità da parte di tutti, affinché vengano stemperati i toni. E’, infatti, inaccettabile ogni forma di intimidazione o violenza, verbale e fisica”. L’assessore alle Politiche Sociali di Virginia Raggi, come al solito sembra uscita da un centro sociale. Tradotto dal politichese il suo ragionamento è “il centro non crea problemi, i cittadini si sono inventati tutto e CasaPound ci specula sopra”. Eppure basterebbe farsi un giro per il Tiburtino III che le cose non stanno così. Il disagio dei cittadini è reale e il fatto che nella scuola adiacente al centro di via del Frantoio, la Fabio Filzi, per il secondo anno consecutivo non si sia formata la prima elementare, con i genitori che preferiscono iscrivere i figli altrove, vale più di mille parole.

Davide Romano

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