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Riace, 3 apr – La Cassazione annulla il divieto di dimora a Riace per il sindaco sospeso Mimmo Lucano. Nella sentenza di annullamento si legge come mancherebbero indizi di “comportamenti fraudolenti” che Lucano avrebbe “materialmente posto in essere” nell’assegnazione degli appalti. “Io mi difendo nel processo e non dal processo, auspico sia fatta giustizia”, ha commentato Lucano. Ricordiamo che il Tribunale della libertà di Reggio Calabria aveva disposto la suddetta misura cautelare lo scorso 16 ottobre. La Cassazione stabilisce inoltre che non solo non sarebbero state rilevate “opacità” nell’azione di Lucano per l’affidamento dei servizi alle cooperative L’Aquilone e Ecoriace: è infatti la legge stessa a permettere “l’affidamento diretto di appalti” in favore delle coop sociali “finalizzate all’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate” a patto che gli importi del servizio siano “inferiori alla soglia comunitaria”.

Matrimoni di comodo?

Per quanto riguarda invece il favoreggiamento della permanenza in Italia della moglie di Lucano, Lemlem, i giudici hanno stabilito elementi di “gravità indiziaria”, ma la magistratura ha anche scelto di “considerare la relazione affettiva” tra i due. Lucano avrebbe quindi solo cercato di aiutare la donna, “tenuto conto del fatto” che la questione dei presunti matrimoni di comodo tra immigrati e italiani “poggia sulle incerte basi di un quadro di riferimento fattuale non solo sfornito di significativi e precisi elementi di riscontro ma, addirittura, escluso da qualsiasi contestazione formalmente elevata in sede cautelare”.

I commenti

Lucano ha così commentato a Radio Capital: “Penso che questa storia sia diventata qualcosa che ha a che fare con la politica, con lo schierarsi da una parte o dall’altra. Io sono l’ultimo anello. La Cassazione ha detto che non dovevo subire le restrizioni cautelari per i reati che mi sono stati attribuiti. Sono stato sospeso da sindaco, è stata interrotta una decisione democratica”. E conclude: “Il mio auspicio è che ci sia giustizia. Ora mi aspetto con tutto il cuore che il divieto di dimora possa cadere”. Esultano Maurizio Acerbo e Stefano Galieni, rispettivamente segretario nazionale e responsabile Immigrazione di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, che hanno diffuso una nota di commento: “La Corte di Cassazione ha riconosciuto che il sindaco di Riace Mimmo Lucano non ha frodato nessuno, ha unicamente agito in nome della solidarietà. Pertanto, dopo sei infernali mesi in cui è stato prima costretto agli arresti domiciliari e poi è stato esiliato dal suo paese, divenuto in Europa e nel mondo, modello di accoglienza e fratellanza – aggiungono Acerbo e Galieni – Mimmo Lucano potrà finalmente tornare a casa. Ma alla gioia che proviamo si accompagna la profonda indignazione contro chi ha scientemente distrutto un’esperienza unica”.

Cristina Gauri

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