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Roma, 3 apr – Fiorella Mannoia non riesce proprio a mandar giù che Matteo Salvini sia il nuovo ministro dell’Interno. La nota cantante di sinistra, infatti, anche ieri ha voluto ribadire la sua ostilità nei confronti del leader della Lega. E, per farlo, ha scelto la platea molto chic della Feltrinelli di via Appia a Roma, dove ha incontrato i suoi fan: «Prima le istituzioni avevano pudore. Mentre ora è un vomito continuo e a chi dobbiamo dire grazie? A chi ha sdoganato un linguaggio che va bene per un avventore di un bar. Non per un ministro dell’Interno».

I luoghi comuni di Fiorella

La Mannoia, per spiegare meglio la sua posizione, non si è fatta remore a far ricorso a tutto il prontuario delle banalità buoniste: «Un conto è dire che non possiamo accogliere tutti quanti, un conto dire che la pacchia è finita. Le parole sono armi». Per Fiorella, insomma, dire «la pacchia è finita» equivarrebbe a usare un linguaggio violento e che porta violenza. Una cosa simile a «uccidere un fascista non è un reato», par di capire, ossia il famigerato slogan che i «compagni» della Mannoia hanno usato a partire dagli anni Settanta e che, ancora oggi, qualcuno utilizza in riferimento anche a politici che sono tutto tranne che «fascisti».

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Salvini risponde alla Mannoia

Ma Fiorella non demorde e rilancia un ulteriore luogo comune, ormai vero e proprio mantra della sinistra: «Stanno soffiando sul fuoco della paura e la cosa più sconvolgente è che lo fanno per motivi elettorali. A che serve metterci gli uni contro gli altri? Non sarebbe più semplice predisporre l’accoglienza?». Eh certo, dopo i casi di Ousseynou Sy, il senegalese che a San Donato voleva arrostire 50 bambini, e di Said Mechaout, il marocchino che ha sgozzato Stefano Leo a Torino, l’accoglienza è proprio quello che ci serve. Ad ogni modo, non si è fatta attendere la risposta di Salvini che, con il suo solito stile ironico, ha scritto: «Fiorella, dai, canta che ti passa! Magari Il cielo d’Irlanda». Una risposta per le rime, non c’è che dire.

Elena Sempione

8 Commenti

  1. per me il vomito sei tu. mi hai sempre fatto schifo non solo come cantante, anche come donna. Quando avevo 15 anni e sei sbucata non si sa da dove, mi facevi vergognare di essere donna per le schifezze che cantavi

    • Questa qui M’ annoia! È dal dopoguerra che la politica è un vomito!!! Ma per loro è vomito solo se si vogliono tutelare gli Italiani! La nostra gente!!! Vigliacca traditrice! Negrofila & beduinofila! “Quando te ne andrai? Un giorno….. Forse mai!”… il cielo del Congo…

  2. e a onor di precisazione, la mannoia possiede diversi alberghetti, nei quali, evidentemente causa flop introiti discografici, ospita ben retribuita, diverse risorse (per lei)negroidi.

  3. Dice “Con Salvini la politica è un vomito”! E con Mannoia la canzone è un vomito!Trattandosi di parere personale come il suo, questa affermazione deve essere da lei accettata seza se e senza ma

  4. Questa qui M’ annoia! È dal dopoguerra che la politica è un vomito!!! Ma per loro è vomito solo se si vogliono tutelare gli Italiani! La nostra gente!!! Vigliacca traditrice! Negrofila & beduinofila! “Quando te ne andrai? Un giorno….. Forse mai!”…

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