Roma, 3 apr – Dove c’è un indifendibile, ecco che arriva Gad Lerner. Dopo aver recentemente sostenuto le ragioni dello “speculatore buono” Soros di fronte a un perplesso Formigli, dopo essersi erto a paladino del dirottatore del bus  Ousseynou Sy schierandosi contro quelli che gli vorrebbero togliere la cittadinanza in conseguenza del gesto criminale che mise a repentaglio la vita di 51 studenti delle medie, ecco l’endorsement al tagliagole di Torino: in questo caso, la furia omicidia del marocchino verso il 33enne biellese Stefano Leo viene declinata secondo il paradigma del sempreverde “gesto di un depresso”. Ed ecco quindi il suo commento su Twitter: “Il disagio psichiatrico in crescita esponenziale tra gli immigrati non giustifica alcun crimine ma dovrebbe essere affrontato per quel che è: una piaga sociale da curare. Invece il razzismo di governo ne fa il pretesto di una campagna demagogica per la revoca della cittadinanza”.

I radical chic, insomma, sono riusciti a creare una patologia nuova (o categoria dello spirito): “il disagio psichiatrico da immigrazione”, il paravento per ogni gesto efferato compiuto da squilibrati stranieri che non hanno alcuna intenzione di integrarsi (e magari sono i primi a reclamare lo ius soli). Ovviamente delle cure psichiatriche dovrebbe farsene carico lo Stato. Del resto, tutta la stampa allineata, da Open al Corriere della Sera, è d’accordo con la narrazione del povero Said vittima di una vita ingiusta e punta il dito contro la presunta strumentalizzazione della vicenda operata dal governo: ma della demagogia e dell’uso strumentalizzante che ne fanno i vari Lerner o Mentana, invece? Il commento migliore lo ha comunque scritto un utente Twitter in risposta a Lerner: “Io sono persona positiva per cui guardo il lato positivo del suo tweet, finalmente ha preso atto e riconosciuto, che le politiche da lei sostenute, ci hanno riempito di psicopatici assassini che uccidono per futili motivi”.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

4 Commenti

  1. Io non oso nemmeno immaginare il dolore della mamma e del papà nel vedersi uccidere il figlio con tanta ferocia, da un bastardo invidioso della sua felicità, da un rifiuto umano che agisce coscientemente e premeditatamente con l’intento di distruggere una vita. Un bastardo importato dai sinistrati mentali. Non posso immaginarlo perché se solo provo ad immedesimarmi (a parte che non ci riuscirei chè solo loro sanno quello che stanno passando e che passeranno per il resto della loro vita), il dolore è talmente grande che smetto subito. A quel cretino di ledner non vale nemmeno la pena di rispondere, francamente non so se ha figli, ma non credo perché se fosse padre certe schifezze non le penserebbe nemmeno, mi viene solo da dirgli di farsi curare chè i problemi mentali li ha lui. Gli suggerisco inoltre un po’ di ritegno: se davvero le pensi queste cose, non dirle, tienile per te, rispetta la famiglia, non hai un po’ di sensibilità?

  2. Che sensibilità volete che abbia? Con quella faccia da farabutto!?! Quel sedicente “giornalista” è come un virus che infetta e corrompe tutto ciò che intravede come sano! Un fungo velenoso!

  3. Lo scopo di Gad Lerner è esclusivamente uno.
    Provocare, irritare, creare divisioni e rabbia.
    .
    Suggerisco di ignorarlo e di fargli la pipì in testa,
    .

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