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Quanzhou, 7 mar – Un hotel è crollato a a Quanzhou, città della provincia cinese sudorientale del Fujian. Circa 70 persone sono rimaste intrappolate tra le macerie. I soccorsi sono riusciti a portarne in salvo 33.

Trentatré persone salvate

Al momento non  sono chiari al momento i fattori scatenanti dell’incidente. Ciò che si sa è che l’albergo era stato recentemente convertito per ospitare i pazienti guariti dal coronavirus che necessitavano di un periodo di quarantena supplementare. Secondo l’Ansa l’hotel Xinjia, questo il nome dell’albergo, aveva un totale di 80 camere. Delle 70 persone rimaste intrappolate sotto le macerie, 33 sono state salvate.  Il ministro cinese la Gestione delle Emergenze ha inviato un team per contribuire alle operazioni di soccorso e per indagare sulle cause del crollo.

Le regole ferree della quarantena cinese

Qualche giorno fa le autorità cinesi hanno condannato a morte un uomo colpevole di aver violato la quarantena: mentre tentava di fuggire dalla “zona rossa” e fare ritorno al proprio villaggio dalla famiglia che lo aspettava. Un tribunale nella provincia sud-occidentale dello Yunnan ha emesso la condanna a morte del 23enne. Così si legge nella motivazione della sentenza: “Jianguo ha gravemente violato le leggi nazionali, proprio quando lo Yunnan era nella fase più critica di un’emergenza per la salute pubblica, ignorando le politiche di controllo dei virus”.

Ilaria Paoletti

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