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Roma, 4 nov – Giuseppe Conte ha firmato nella notte l’ennesimo Dpcm con cui impone il coprifuoco su tutto il territorio nazionale a partire dalle 22 e divide il Paese in tre zone – rossa, arancione e verde – in base al rischio di contagio di coronavirus. Le nuove restrizioni saranno in vigore da domani fino al 3 dicembre. Al termine di una riunione tra il premier, i capi delegazione della maggioranza giallofucsia, i ministri Francesco Boccia, Roberto Gualtieri e Stefano Patuanelli e il sottosegretario Riccardo Fraccaro, l’esecutivo ha trovato la quadra anche rispetto alle richieste delle regioni, accolte soltanto in parte.

Le richieste delle regioni e le concessioni del governo

Il nodo era l’elaborazione dei dati – decisiva per stabilire in quale fascia di rischio collocare una regione. Ebbene, i governatori chiedevano “un contraddittorio per l’esame dei dati con i dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali prima della adozione degli elenchi delle Regioni” da inserire nelle zone rosse e che, “contestualmente all’emanazione del Dpcm”, venissero definiti “l’ammontare delle risorse, unitamente a modalità e tempi di erogazione delle stesse, con le quali si procede al ristoro delle attività economiche danneggiate”. Il nuovo decreto del premier “garantisce il coinvolgimento” delle regioni. Inoltre il ministero della Salute emetterà le ordinanze di lockdown “sentiti” i presidenti delle regioni. In merito all’integrazione dei ristori chiesta dai governatori, Palazzo Chigi assicura che il decreto sarà varato in settimana e che le erogazioni per i settori colpiti saranno “tempestive”. Non sarà facile per il governo giallofucsia calmare le ire di commercianti, ristoratori, gestori di bar delle zone rosse, che chiuderanno per almeno due settimane. Anche perché la cifra di 1,5 miliardi annunciata non basterà a coprire le perdite.

Ecco le restrizioni valide per tutti

Vediamo in sostanza cosa prevede il nuovo Dpcm rispetto all’ultima bozza circolata ieri. I 21 parametri per classificare il livello di rischio di una regione e l’eventuale stretta anti-contagio non cambiano. Unica novità, barbieri e parrucchieri potranno restare aperti anche nelle regioni “rosse”, in lockdown. Più in generale, ci sono nuove restrizioni valide per l’intero territorio nazionale e ulteriori strette previste in caso una regione sia classificata come “rossa”. Le restrizioni valide per tutti prevedono: limitazione della circolazione delle persone dalle 22 alle 5. Per poter uscire di casa dopo il coprifuoco è obbligatorio compilare l’autocertificazione (qui il modulo da scaricare) in cui si indicheranno le ragioni di lavoro, salute o urgenza. Chiusura dei musei e delle mostre. Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, per le scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia attività in presenza ma con uso obbligatorio delle mascherine (salvo che per i bimbi al di sotto dei 6 anni). Nelle giornate festive e prefestive chiuse le medie e grandi strutture di vendita al dettaglio, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole. La capienza dei mezzi pubblici scende dall’80 al 50%, limitazione valida anche per il trasporto ferroviario regionale. Confermata la chiusura di bar e ristoranti alle 18 (ma con la possibilità di restare aperti per il pranzo della domenica). Stop ai concorsi. Chiusi anche musei e mostre. Serrande giù per le sale bingo.

Ecco i divieti a livello regionale in base al rischio “arancione”

Vediamo invece che succede a livello regionale, in base allo scenario di rischio. Nelle regioni classificate di livello 3 ossia “arancione” – sarà vietato ogni spostamento, in entrata e in uscita dai confini regionali, salvo che per comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza. Sarà vietato ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune. Saranno chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Consentita la sola consegna a domicilio.

Lockdown nelle regioni con rischio “rosso”

Nelle regioni a più alto rischio, di livello 4 – ossia “rosso” scatterà il lockdown, con il divieto totale di ogni spostamento, in entrata e in uscita dalla regione e anche all’interno del proprio comune (sempre salvo lavoro, necessità e urgenza). Chiusi pure i negozi, tranne alimentari, farmacie, edicole. Chiusi i mercati di generi non alimentari. Sospese le attività sportive, anche svolte nei centri sportivi all’aperto. Sarà consentito solo passeggiare in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherina. Permesse anche attività sportive esclusivamente all’aperto ed in forma individuale. Didattica a distanza per tutti dalla seconda media in poi. Scuola in presenza solo per nidi, materne, elementari e la sola prima media, con l’obbligo della mascherina dai 6 anni in su.

Lombardia, Piemonte e le altre regioni rosse

Tutti i provvedimenti saranno valutati una volta a settimana e saranno in vigore almeno per 15 giorni. Una regione “rossa” quindi sarà in lockdown almeno per due settimane. Le regioni attualmente a rischio di chiusura sono Lombardia, Piemonte, Alto Adige, Valle d’Aosta e Calabria. In bilico la Campania. Zona arancione per Puglia, Sicilia, Liguria e probabilmente il Veneto. Tutte le altre sono zone verdi.

Adolfo Spezzaferro

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