Il Primato Nazionale mensile in edicola

Napoli, 4 nov – Tre gazzelle e una decina di carabinieri per controllare un’abitazione «sospetta» a Napoli. Traffico di droga? Riciclaggio? Prostituzione? No, pizza con gli amici. Signore e signori, benvenuti nell’Italia del 2020, dove basta invitare sei persone nel proprio appartamento per una pizza in compagnia per ritrovarsi uno stuolo di militari dell’Arma, novella Stasi 2.0., a controllare tutti i documenti dei presenti. C’è il Covid, ognuno a casa propria.

Il blitz

I carabinieri, sfortuna loro, eseguendo un controllo presso l’abitazione di chi conosceva a menadito i propri diritti. Si tratta dell’avvocato Andrea Cotumaccio, che ha raccontato a La Voce di Napoli la vicenda, avvenuta il 1° novembre. «Lei è all’ingresso di casa mia, le sto chiedendo se ha un motivo valido per entrare senza un regolare mandato», aveva risposto ai militari che alle 22:15 si erano presentati davanti alla porta di casa. «Stiamo effettuando un controllo, gentilmente mi dà i documenti di tutte le persone presenti? Affacciate al balcone ho visto più di una ragazza ed al momento ho solo 5 carte d’identità» questa la risposta del carabiniere.

Nessuna sanzione

L’intervento dei carabinieri è avvenuto probabilmente a seguito di una segnalazione del vicinato. Quelle segnalazioni tanto auspicate dal ministro Speranza che confidava nella spinta alla delazione di un popolo ormai terrorizzato, colpevolizzato e diviso. Il controllo si è comunque risolto in un nulla di fatto. Nessuna sanzione per il padrone di casa, dal momento che nel Dpcm del 13 ottobre scorso il Governo «raccomandava» di ospitare in casa un massimo di sei persone.

Il racconto dell’avvocato

Contattato da VocediNapoli.it, l’avvocato napoletano si è così sfogato: «Eravamo in sette, stavamo ascoltando musica da YouTube ed avevamo appena finito di mangiare. Tra l’altro erano da poco passate le 22 ed il coprifuoco scatta dalle 23. Dopo aver fornito loro tutti e sette i documenti, sono scesi ed hanno fatto controlli al terminale per una ventina di minuti. Nel frattempo sono rimasti all’esterno della porta di casa mia due carabinieri».

«Il mio gesto non voleva essere un’inutile provocazione al lavoro delle forze dell’Ordine – ha spiegato il legale – che avranno di certo comportamenti più riprovevoli da perseguire. Piuttosto ero e sono certo di potermi muovere nei limiti consentiti dalla legge ed in assoluta sicurezza», puntualizza. «La legge ci conferisce dei doveri e dei diritti. È inaccettabile che i limiti imposti dall’autorità vengano non solo anticipati ma addirittura ‘ricercati’, dando così spazio a delle evidenti limitazioni di libertà personali che sono inaccettabili, lo dico da semplice cittadino prima ancora che da avvocato».

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

4 Commenti

Commenta