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Roma, 8 mar – “Misure di questo tipo, così rigide e gravi, andavano coordinate con le forze dell’ordine e le Forze armate“. L’ammiraglio Nicola De Felice critica duramente il decreto del governo giallofucsia per contenere l’epidemia di coronavirus. E condanna duramente la fuga di notizie che ieri sera ha scatenato il panico tra la popolazione. “L’aver fatto filtrare la notizia delle bozze del Dpcm sul coronavirus ha scatenato la fuga verso il Sud, il caos ed il panico che abbiamo visto alla stazione centrale di Milano. Il rischio di contagio al Sud è ora aumentato. Ciò la dice lunga su come è gestita la crisi“, scrive su Facebook l’ammiraglio.

“Non possiamo essere governati da una cricca di incompetenti e incapaci”

“Un provvedimento del genere avrebbe dovuto essere coordinato con le forze dell’ordine e le Forze armate. Non possiamo essere governati da una cricca di incompetenti, incapaci e senza alcuna cognizione di causa. Uno Stato come quello italiano deve essere gestito da gente preparata, capace di mantenere nervi saldi e sangue freddo nei casi di crisi come questo. Che dire, facciamone buon insegnamento per quando andremo al governo. De Felice, già comandante di Marisicilia ed esperto di Sicurezza marittima, è da sempre critico con il governo giallofucsia anche per la gestione dei flussi migratori e l’aver spalancato i porti alle navi Ong. Ebbene proprio nei giorni scorsi ha fatto presente che vista l’emergenza coronavirus, l’esecutivo dovrebbe “imporre agli Stati di bandiera delle navi Ong di collaborare con la profilassi e sospendere i viaggi delle navi davanti alle coste libiche” e in ogni caso di imporre alle Ong di dirigere le loro navi nei Paesi d’appartenenza o in altri porti del Mediterraneo.

Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. …..occorrerebbe utilizzare le capacità e conoscenze delle forze armate riguardo a: sicurezza, sanità, costruzioni da campo ospedalieri….

  2. Purtroppo, precauzioni ed accorgimenti elementari (e tutto sommato, logici) che però, chiari agli “operativi”, sfuggono ai figuranti, i nostri politicanti!

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