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Roma, 6 apr – “Avere una norma che sbatte fuori le persone è sbagliato; averla adesso, in questo momento, è doppiamente sbagliato”. Così il ministro delle Politiche Teresa Bellanova torna alla carica su quella che secondo la renziana di ferro è una delle priorità del Paese: i lavoratori immigrati. “Noi abbiamo bisogno degli immigrati per portare avanti anche il normale funzionamento della catena alimentare – spiega l’esponente di Italia viva – E anche perché questi processi o li regola lo Stato o la mafia. E io voglio che sia lo Stato”.

Il pallino della renziana di ferro

Intervenuta ai microfoni della trasmissione radiofonica Circo Massimo su Radio Capital, la titolare del dicastero dell’Agricoltura spiega che nel Nord “c’erano tanti lavoratori dell’Est nelle campagne per la raccolta e, nonostante il corridoio verde europeo, non si vogliono spostare. Oggi incontrerò l’ambasciatore romeno per parlarne”. Nei giorni scorsi la Bellanova, in una intervista a Repubblica, aveva detto che “le baracche-ghetto dei braccianti vanno sanate e i lavoratori immigrati regolarizzati. Ci vuole un provvedimento urgente, oltretutto con la mancanza di stagionali stranieri rischiano i raccolti”. Insomma, quello del lavoro per gli immigrati è proprio un suo pallino.

La ricetta per l’economia in emergenza: “Nuovi modi di lavoro”

Poi il ministro si ricorda anche dell’emergenza coronavirus: “Il Paese ritorni gradualmente a produrre con il massimo di garanzia per i lavoratori – dice – Abbiamo grande rispetto per la scienza, è un punto di riferimento. Dobbiamo avere in grande conto quello che la scienza ci mette a disposizione e fare lo sforzo per non scegliere le vie più semplici”. Infine la Bellanova dispensa anche consigli su come rilanciare l’economia: “Non dobbiamo scegliere le scorciatoie, come dire chiudiamo tutto, ma le vie complesse, ad esempio pensare alle riaperture, a nuovi modi di lavoro. Se non lo facciamo adesso, rischiamo di andare fuori dalla competizione a livello globale”, sostiene. “Nuovi modi di lavoro” è uno di quei passaggi a cui la comunicazione giallofucsia ci ha abituato in questi mesi di emergenza. Vuole dire tutto e niente.

Adolfo Spezzaferro

10 Commenti

  1. Abbiamo bisogno prima di tutto degli italiani con rdc, sussidi, carcerati reintegrabili, mantenuti fini ad esaurimento e confisca beni di famiglia, volontari, ecc.
    Una domanda? Gradiremmo sapere dettagliatamente cosa è il “corridoio verde”!!

  2. Innanzi tutto riorganizzare una giusta dieta per le persone come lei che avrebbero bisogno di un quarto di quelle calorie che assumono, il grasso corrompe il cervello. Mangiare meno e non vedere in giro balene come questa decerebrata che vuole immigrati, quando non c’è alcun bisogno, basterebbe creare occupazione invece di far emigrare forzatamente gli italiani.

  3. A quanto pare 85 mila immigrati si trovano negli hotel pagati dagli italiani – dai un’occhiata.
    Sempre più spregiudicati eh, questi buffoni che dovrebbero rappresentarci. Questa gente ha l’indiscutibile talento di suggerire o mettere in pratica l’esatto contrario di ciò che serve al Paese. Insomma, imbarchiamo acqua da tutte le parti, ma questi, ostinati, proseguono nella loro opera di demolizione controllata di quel che riesta. Non deve sorprendere, è evidente che non hanno alcuna visione reale e realistica dell’Italia; nessuna visione razionale, sistemica delle cose. Ciò che fanno è spingersi sempre più un là..
    Quella corda continua a tendersi, e alla fine si spezzerà…

  4. Signora mia , ci sono urgenze ben più grandi dei suoi immigrati, hanno voluto fare la traversata? Adesso aspettano o possono ( magari lo fosse) tornare al suo paese qui diritti non ne hanno,( mi spieghi poi perchè sono sempre maschi in eta giovanile e mai donne e bambini, i veri morti di fame sono ancora là,.. qua non siamo a el dorado, ci sono famiglie; e famiglie con p iva ITALIANE che hanno piu bisogno loro dei soldi dello stato, dato che hanno pagato fior di tasse negli anni.
    Lei dice che abbiamo bisogno di immigrati per il lavoro altrimenti soccombiamo? Abbiamo fatto a meno di loro per secoli, non ci servono nemmeno adesso….lei parla tanto del settore agricolo, signora mia se pagate adeguatamente anche i nostri italiani , vedete che la manovalanza la trovate ,..gli operai si trovano sempre sono gli schiavi a scarseggiare.

  5. Siamo nel 2020 ma questa vecchia zia ragiona come se fossimo nel 1020.
    Esistono in Italia interi comparti industriali ove giovani ingegneri e periti industriali costruiscono macchine per l’agricoltura.
    Perché non incentivare gli imprenditori agricoli ad acquistare queste macchine e fare a meno di braccia umane?
    Viviamo nell’epoca dell’automazione e industria 4.0.
    Ciò è indice di quanto questa classe politica non sia assolutamente al passo coi tempi.

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