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Roma, 26 feb – Italiani untori per molti Paesi. Per via dell’epidemia da coronavirus (e dei numerosi casi di contagio “esportato” all’estero), i nostri concittadini non sono ben voluti all’estero, tanto che ci sono governi che ci mettono letteralmente “al bando”, vietandoci l’ingresso. Si allunga infatti la lista dei Paesi che non ci vogliono o consigliano ai propri cittadini di non venire da noi. E’ di oggi il divieto d’ingresso a persone provenienti dalla Corea del Sud e dall’Italia, appunto, stabilito dal Salvador. Una misura annunciata dallo stesso presidente Nayib Bukele, che su Twitter ha spiegato di voler “evitare che il coronavirus entri nel nostro Paese”. Inoltre, è stata disposta una quarantena di 30 giorni per cittadini salvadoregni e diplomatici che provengano da Corea e Belpaese.

Anche Russia, Turchia e India sconsigliano i viaggi in Italia

Dal canto suo, il governo russo ha emanato un avviso che sconsiglia ai suoi cittadini di recarsi nei Paesi più colpiti dal coronavirus: Italia, Iran e Corea del Sud. L’avvertimento, ha spiegato l’Agenzia sanitaria nazionale russa, vale “fino a una stabilizzazione della situazione”. La Russia a gennaio aveva già adottato questa misura nei confronti della Cina. In un secondo momento, con l’aggravarsi della situazione, è passata alla chiusura delle frontiere comuni, al blocco dei treni passeggeri, alla restrizione dei voli e al divieto di ingresso per i cittadini cinesi. Viaggi in Italia anche nel mirino della Turchia di Recep Tayyip Erdogan, che ha sconsigliato ai suoi cittadini di recarsi nelle zone italiane dove si sono registrati casi di contagio. Il ministro della Salute indiano ha annunciato che per i passeggeri in arrivo dall’Italia o che abbiano visitato l’Italia a partire dal 10 febbraio scorso, potrebbero essere messi in isolamento per 14 giorni. Inoltre, l’India sconsiglia ai suoi cittadini di effettuare viaggi in Italia.

La lista di chi non ci vuole si allunga di giorno in giorno

Nei giorni scorsi sono stati numerosi gli Stati che hanno adottato misure di questo tipo. Dalla Francia, che ha invitato i propri cittadini a rimandare il più possibile i viaggi nel nostro Paese, alla Gran Bretagna, che in verità ha soltanto disposto l’autoisolamento per chi arriva dal Nord Italia. Se la Romania è stata tra i primi Paesi a imporre la quarantena per gli arrivi da Lombardia e Veneto, la compagnia nazionale bulgara, la Bulgarian Air, ha deciso di sospendere tutti i suoi voli da e per Milano fino al 27 marzo. Ma la lista è lunga. Da Olanda, Arabia Saudita, Stati Uniti, Australia, Serbia, Israele, Croazia, Spagna, Bulgaria, Qatar e Irlanda, che a loro volta hanno sconsigliato o addirittura vietato i viaggi nelle zone del focolaio e non solo, a Paesi come Giordania, Iraq, Kuwait e Seychelles, che hanno disposto divieti di ingresso per i nostri connazionali.

Il paradosso cinese

Come è noto, il virus si è diffuso a partire da Wuhan, città cinese. Ebbene, il governo di Pechino ora rafforza le misure contro il “contagio di ritorno”, annunciando che da oggi chi atterra nella capitale da Paesi colpiti dal coronavirus è tenuto a un periodo di 14 giorni di autoisolamento. Con il contagio che si è diffuso anche in Europa e Medio Oriente, oltre che in Asia, il portavoce della commissione sanitaria di Pechino, Gao Xiaojun, ha spiegato – senza citare i Paesi – che chi arriva “da aree con gravi situazioni epidemiche deve accettare di stare a casa o nei punti di osservazione medica per un periodo di 14 giorni”.

Adolfo Spezzaferro

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