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Roma, 11 mar – Oggi al Consiglio dei ministri sull’emergenza coronavirus, il premier Giuseppe Conte deciderà se accogliere la richiesta di Lombardia e Veneto di una ulteriore stretta per contenere i contagi, con una serrata generale ad eccezione di farmacie e servizi essenziali. Già ieri la Regione Lombardia ha chiesto a Palazzo Chigi 14 giorni di chiusura totale, richiesta in parte avanzata anche dal Veneto. Il governatore lombardo Attilio Fontana auspica che il premier accolga le sue richieste. A quanto pare Conte ha chiesto di avere i dettagli e gli avrebbe detto – secondo un retroscena del Corriere della Sera – di ragionare insieme sulle misure da prendere, “purché non si fermino la produzione e i servizi essenziali”. Non solo farmacie quindi, ma settore alimentare, rete internet, reti energetiche. La Lombardia potrebbe fare da apripista: il governo centrale potrebbe permettere alle Regioni di emanare ordinanze restrittive in accordo con Palazzo Chigi.

Fontana: “Dal Cdm mi auguro arrivino risposte chiare”

A convincere Fontana che bisogna chiudere tutto è il dato della zona rossa del lodigiano: i contagi sono calati drasticamente, segno che l’isolamento funziona. “È questa è la strada, limitare drasticamente i contatti sociali“, afferma il governatore leghista, ribadendo di aver chiesto al governo, unitamente ai 12 sindaci dei capoluoghi delle province della regione, un ulteriore irrigidimento delle misure. “Ci hanno ascoltato e si sono presi una pausa per riflettere. Dal Cdm mi auguro arrivino risposte chiare”, dichiara Fontana, uscito dall’autoisolamento, in un’intervista al Corriere della Sera. “È il tempo della fermezza – scrive sulla sua pagina Facebook -. Ho incontrato i sindaci dei capoluoghi lombardi e il presidente di Anci Lombardia, chiedono tutti la stessa cosa: chiudere tutto adesso (tranne i servizi essenziali) per ripartire il prima possibile. Le mezze misure, l’abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza“. E ancora: “Noi stiamo riuscendo per il momento a tenere testa a tutte le esigenze e le necessità, però non possiamo resistere ancora per molto tempo. Abbiamo bisogno che vi sia un’inversione di tendenza, che la gente interrompa il diffondersi di questo contagio, abbiamo bisogno che i numeri inizino a ridursi, di una maggiore coscienza da parte di tutti”.

Zaia: “Meglio blocco totale che mesi di agonia”

Anche il governatore del Veneto Luca Zaia fa eco alle parole di Fontana: “C’è chi pensa che piuttosto che protrarre un’agonia che dura mesi sia meglio arrivare a una chiusura totale, così da bloccare definitivamente il contagio. È una linea di pensiero che sta girando e penso che se ne parlerà anche oggi, perché è fondamentale isolare il virus, e più rallentiamo la velocità di contagio e più respiro diamo alle nostre strutture sanitarie”. E aggiunge: “Non si possono escludere scelte più strong che però dovranno avere una validazione scientifica”. Anche Zaia insomma si sta convincendo che “un isolamento fiduciario fatto bene” sia la soluzione. Potrebbero essere d’accordo anche altri governatori, da Enrico Rossi (Toscana) a Stefano Bonaccini (Emilia-Romagna), che ha appena emesso un’ordinanza con un ulteriore giro di vite per le attività commerciali nei fine settimana. Intanto Antonio Tajani, vicepresidente di Forza Italia, avverte Conte, a nome dei governatori di Calabria, Basilicata e Molise: se il virus dovesse propagarsi al Sud, il sistema sanitario non reggerebbe.

Adolfo Spezzaferro

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