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Roma, 24 feb – C’era d’aspettarselo, adesso l’Italia è fortemente sconsigliata come meta di viaggi da parte di numeri Paesi, che mettono in guardia dal recarsi da noi, a causa dell’emergenza coronavirus. L’aumento continuo dei contagi e delle vittime nel Nord Italia preoccupa il resto del mondo.

STATI UNITI
Negli Stati Uniti è stata emanata un’allerta di livello uno per i viaggiatori diretti o di ritorno dall’Italia. Dopo l’escalation di casi di Covid-19, i Centri per il controllo delle malattie (Cdc) hanno aggiunto il nostro Paese nella lista delle destinazioni, insieme a Hong Kong e Iran, per cui è richiesta particolare attenzione e il rispetto di comportamenti prudenziali. Tuttavia le autorità Usa non arrivano a raccomandare di cancellare o rimandare i viaggi. “L’epidemia di Covid-19 si è diffusa in Italia – si legge sul sito dei Cdc – il virus può passare da persona a persona. I viaggiatori diretti in Italia dovrebbero evitare contatti con persone malate e lavare spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o utilizzare un gel disinfettante con almeno il 60-95% d’alcol”. E ancora, si raccomanda di “non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani non lavate” e di lavare immediatamente le mani “dopo aver tossito, starnutito o essersi soffiati il naso”. Chi è stato in Italia negli ultimi 14 giorni e manifesta tosse, raffreddore o difficoltà respiratoria, deve “consultare un medico, ma è fondamentale chiamare prima di andare in ambulatorio o al pronto soccorso, raccontando del recente viaggio in Italia, un’area con diffusione locale di coronavirus, e spiegando i sintomi”. E ancora, si deve “evitare il contatto con gli altri, non viaggiare se non si sta bene, coprire la bocca e il naso con un fazzoletto o la manica (mai con le mani) quando si tossisce o starnutisce, lavare bene le mani”. Per gli operatori sanitari l’indicazione dei Cdc è di “considerare l’infezione da nuovo coronavirus” per i pazienti che sono stati in Italia e manifestano l’insorgenza di sintomi nel giro di due settimane. Va immediatamente informato il personale addetto al controllo delle infezioni e il Dipartimento sanitario locale. Finora i Cdc hanno emanato un’allerta di livello 3 (la più severa) per la Cina, con la raccomandazione di evitare i viaggi non necessari, e di livello due per Giappone e Corea del Sud, dove anziani e persone con malattie croniche dovrebbero considerare di rinviare i viaggi.

ISRAELE
Israele invece “raccomanda di non viaggiare in Italia” e sta valutando la possibilità di mettere in quarantena chiunque ritorni da viaggi in Italia e Australia, dove si è registrata un’esplosione di casi. Lo ha detto il ministro della Sanità dello Stato ebraico, Yaakov Litzman, parlando con la radio dell’Esercito: “Raccomandiamo agli israeliani di non viaggiare in Italia, stiamo cercando di determinare se Italia e Australia diventeranno Paesi dai quali coloro che ritorno dovranno restare in isolamento in Israele”. “Non abbiamo paura di applicare la quarantena” ha aggiunto il ministro, in un riferimento a possibili conseguenze diplomatiche. Attualmente il presidente israeliano Reuven Rivlin si trova in visita in Australia (dove si registrano 22 casi) e il suo ufficio ha fatto sapere che non è previsto alcun cambio di programma.

IRLANDA
In Irlanda le autorità, in un avviso ai viaggiatori aggiornato, sconsigliano ai propri cittadini di recarsi in Italia, nelle zone maggiormente interessate dai casi di contagio. “C’è stato un aumento dei casi confermati di coronavirus in Italia” riferisce il ministero degli Esteri irlandese, aggiungendo che “ai cittadini è consigliato di non recarsi nelle aree interessate”.

GERMANIA
La Germania, invece, non chiuderà le frontiere per proteggersi dall’espandersi del coronavirus dopo i casi venuti fuori in Italia: a dichiararlo è stato un portavoce del ministero dell’Interno di Berlino. Maria Adebahr, portavoce del ministero degli Esteri di Berlino, ha reso noto che non ha fatto, né farà, un apposito avviso ai viaggiatori per l’Italia ma ha aggiornato i suoi consigli ai viaggiatori: “Se necessario, informatevi presso l’ambasciata o il consolato italiano competente per la vostra zona prima di iniziare il vostro viaggio“.

SERBIA
Infine, anche il ministero degli Esteri serbo consiglia ai propri cittadini di non recarsi in Italia “fino a quando l’attuale situazione sanitaria non si sarà normalizzata”. Lo riferisce l’agenzia serba B92. La Serbia, dopo una riunione urgente presso il ministero della Sanità, ha inoltre intensificato i controlli ai valichi di frontiera per prevenire il rischio di contagio all’interno del proprio territorio.

Adolfo Spezzaferro

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