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Roma, 24 feb – Come purtroppo accade sempre, con la psicosi da coronavirus scattano anche le prime odiose truffe. A denunciare quel che è accaduto negli ultimi giorni in Lombardia è stata la Croce Rossa Italiana: si parla di finto personale medico che, spacciandosi per incaricati dal servizio sanitario regionale, provano a entrare nelle case degli anziani. Il tutto attraverso una truffa del test per il coronavirus. Un qualcosa che è molto simile ai prezzi rialzati all’inverosimile dell’Amuchina. “Ci viene segnalato che alcuni anziani hanno ricevuto strane telefonate del tipo ‘siamo della Croce Rossa le veniamo a casa a fare il tampone per il Coronavirus'”, ha scritto la pagina Facebook della Croce Rossa Italiana – Comitato di Casatenovo (in provincia di Lecco). Si tratta di contatti telefonici per prendere fittizi appuntamenti per recarsi nelle case, soprattutto di anziani. Una truffa in tutto e per tutto, come sottolineato dalla stessa Cri. Scopo ovviamente è quello di derubare i raggirati.

La truffa test coronavirus in Lombardia

I profili social della Cri ricordano quali sono le reali procedure mediche che il personale è tenuto a seguire: “Non fidatevi di chi si presenta a domicilio per controlli. Non esistono medici che vengono a casa vostra per fare i tamponi. Nel dubbio chiamate sempre le autorità per una verifica”. Non cadere, insomma, nella trappola truffa test Coronavirus che non seguono il reale protocollo coordinato.

Altra segnalazione anche a Nova Milanese

Un’altra segnalazione, peraltro, è apparsa sul sito web della Croce Rossa Italiana – Comitato di Nova Milanese. “Il Presidente e il consiglio direttivo informano la cittadinanza di Nova Milanese che non è stata emanata nessuna attività di porta a porta per effettuare test con tampone orale per il contagio di coronavirus Covid-19“, si legge. Gli abitanti del comune in provincia di Monza e Brianza, sono stati allertati. “Attività come queste hanno il solo scopo di entrare nelle abitazioni e effettuare attività di sciacallaggio. Preghiamo pertanto di non aprire a suddetti individui in divisa e di contattare immediatamente le forze dell’ordine”, scrivono dal Comitato. “Episodi vili come questi vanno contro il nostro operato, la nostra professionalità e il nostro emblema”: con queste parole si conclude la segnalazione della cittadina lombarda, in cui vivono poco più di 23mila persone. La Croce Rossa infine ricorda che, qualora si dovessero ricevere telefonate come quelle descritte all’interno del post su Facebook, occorre mettersi in contatto con le autorità.

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Ludovica Colli

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