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Cura Italia, altro che dialogo: il governo mette la fiducia. Opposizione: “Non la voteremo”

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 9 apr – Il governo giallofucsia mette la fiducia sul decreto Cura Italia, cancellando così in un colpo solo il clima di collaborazione con le opposizioni sul fronte emergenza coronavirus. Segno che il premier Giuseppe Conte e compagni non intendono recepire le proposte avanzate dalla minoranza (che, lo ricordiamo, è però maggioranza nel Paese) per affrontare al meglio la crisi economica scatenata dall’epidemia, preferendo “rifilare” a famiglie e imprese i 25 miliardi stanziati, assolutamente insufficienti per difendere il Paese.

Bagnai (Lega): “Non meritate la fiducia. Navigate a vista, senza prospettive”

Il governo, con il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà, ha posto al Senato la fiducia sul maxi emendamento che sostituisce per intero il testo del decreto Cura Italia, licenziato dalla commissione Bilancio, scatenando le ire dell’opposizione. “Voi non meritate la fiducia. Cosa voterò me lo farò indicare dal mio leader politico perché credo che lui meriti la fiducia di milioni di italiani, voi no”. Ha concluso così tra gli applausi il suo intervento sulla questione di fiducia il leghista Alberto Bagnai. “Gli italiani hanno le tasche piene di questo continuo strabismo ai loro danni”, attacca il senatore della Lega, che accusa il governo di “navigare a vista, tragicamente privo di una prospettiva”. Per Bagnai, “cari unionisti avete un problema. Quello che vi dettano da Bruxelles non funziona, lo capite anche voi. Ma dovete essere sempre più realisti del re” e mentre negli altri Paesi si assumono misure concrete, “noi restiamo tranquillamente immobili, lasciamo che le imprese si indebitino così a Bruxelles i nostri amici ci accoglieranno con un sorriso”.

Meloni (FdI): “Dialogo si è rivelato una farsa, non voteremo la fiducia”

Neanche Fratelli d’Italia voterà il decreto Cura Italia, perché le offerte di dialogo del governo all’opposizione si sono rivelate una “farsa”. Lo dice la leader di FdI, Giorgia Meloni, che in un’intervista al Messaggero aveva anticipato che il suo partito non è voluto sottostare al “prendere o lasciare” intimato dal governo. Il decreto, fa presente la Meloni, “contiene un sacco di errori. Il più grande è che questo governo sta facendo il difensore della burocrazia. Il rischio è che si complichi tutto e che si perda tempo. Condivido il principio della cassa integrazione ma i soldi mi devono arrivare quando avrei dovuto prendere lo stipendio, e non un mese e mezzo più tardi”. Sul fronte dei negoziati dell’Eurogruppo, la Meloni denuncia che “è sotto gli occhi di tutti che questa Ue è stata e continua ad essere ad uso e consumo della Germania. Il fatto che i tedeschi si oppongano agli eurobond significa che, mentre noi contiamo i morti, loro contano gli spiccioli che potrebbero perdere in tassi d’interesse sui titoli di Stato. E tra l’altro non è affatto detto che li perderebbero”.
“La misura della nostra pazienza è colma: caro governo tedesco – insiste la presidente di FdI – ridacci i soldi che abbiamo messo nel Fondo salva Stati, con i quali pretendi di salvare le banche tedesche, e riprenditi gli immigrati clandestini che le tue organizzazioni non governative pretendono di sbarcare in Italia perché non ne possiamo più”.

Tajani (Forza Italia): “Noi abbiamo ascoltato l’appello di Matterella, voi no. Non voteremo la fiducia”

“La fiducia non la voteremo, perché avevamo chiesto di lavorare assieme, ascoltando l’appello del Capo dello Stato. I nostri senatori hanno dato il massimo dell’impegno e presentato una serie di proposte concrete per cercare di migliorare il decreto Cura Italia. E’ stato accettato molto poco di quello che hanno proposto e poi di punto in bianco il governo ha deciso di porre la fiducia. Questo non significa collaborare. Siamo costretti a non poter votare la fiducia ma non è colpa nostra“. Così il vicepresidente di Forza Italia Antonio Tajani, a Fatti e Misfatti su Tgcom 24.

Adolfo Spezzaferro

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