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Roma, 13 mag – “Ovviamente si sta scrivendo la storia e ci vuole un po’ di tempo. Di nomi non abbiamo parlato, c’è un ottimo clima al tavolo, si stanno affrontando temi importantissimi: per la prima volta si porta avanti una trattativa di governo mettendo al centro i temi”: lo ha detto il leader M5S, Luigi Di Maio, uscendo dal Pirellone, al termine dell’incontro con il segretario federale della Lega Matteo Salvini. E aggiunge: “Speriamo di chiudere il prima possibile“. Ma il nodo premier è difficile da sciogliere, anche perché il nome della figura “terza” deve piacere a Sergio Mattarella, che ieri ha chiaramente rivendicato il suo ruolo (“Il Presidente non è un semplice notaio”).
Intanto al Pirellone prosegue il tavolo tecnico di confronto tra Lega e 5 Stelle per trovare l’accordo di programma in vista del governo. Da più esponenti pentastellati arriva la conferma che c’è l’intesa di massima su 15 punti (una ventina quelli contenuti nella bozza) e si auspica di arrivare al sì al “contratto di governo del cambiamento” entro stasera. Flat tax, legge Fornero e lotta all’immigrazione clandestina il cuore del programma del Carroccio, reddito di cittadinanza e legge sul conflitto di interesse i cavalli di battaglia dei pentastellati. C’è sostanziale intesa sull’Ilva di Taranto e sul taglio delle tasse, sul rilancio delle infrastrutture e il contrasto alla disoccupazione, su riduzione della burocrazia, tutela dell’ambiente e legittima difesa. Visione comune anche sui capitoli scuola, sanità e sull’Europa.
Al secondo giorno di lavori serrati, i tecnici dei due partiti stanno esaminando i temi lasciati da parte ieri (circa sette, tra cui un eventuale ritocco della legge Fornero, considerato che la bozza era di 22 punti e che ieri ne sono stati analizzati 15), poi torneranno a rivederli tutti.
Sia Cinque stelle che Lega puntano a raggiungere un’intesa entro la giornata di oggi, quantomeno sui contenuti, in modo da comunicare il raggiungimento dell’accordo di governo al presidente della Repubblica.
Il capo politico del Movimento 5 stelle e il segretario leghista devono affrontare il nodo premier. La linea di lavoro, dopo la disponibilità a un passo di lato espressa ieri sia da Di Maio sia da Salvini, è di esaminare proposte di nomi terzi, provenienti da entrambi i partiti. Secondo quanto si apprende, sarebbero stati fatti alcuni nomi da entrambe le parti. Da parte dei 5 Stelle si smentisce che ieri Di Maio abbia incontrato a pranzo a Milano l’ex rettore della Bocconi, Guido Tabellini, come ricostruito da Repubblica. Entrambi i partiti sarebbero alla ricerca di un nome di alto profilo, che piaccia alle istituzioni, all’Ue, ai mercati, agli alleati militari, e che non possa essere direttamente assimilato alla figura di “tecnico alla Monti”.
Si è arrivati a questo ennesimo stallo perché Mattarella non vuole Salvini premier, il leader della Lega a sua volta non vuole Di Maio premier e quindi alla fine si opterà per una figura terza che alla fin fine sempre un tecnico è. Tra i nomi più “papabili” che circolavano fino a ieri sera quello della segreteria generale del ministero degli Esteri Elisabetta Belloni e di Giacinto della Cananea, il professore (allievo di Cassese) che era stato incaricato proprio dal M5S di studiare la compatibilità dei programmi tra le forze politiche.
Al tavolo tecnico partecipano: per M5s, Laura Castelli, Danilo Toninelli, Vincenzo Spadafora, Alfonso Bonafede e Rocco Casalino; per la Lega, Roberto Calderoli, Armando Siri, Nicola Molteni, Gian Marco Centinaio e Claudio Borghi. Assente per il momento, il vice segretario federale, Giancarlo Giorgetti.
Infine, una notizia che filtra lascia intendere che i tempi potrebbero comunque allungarsi e i partiti potrebbero voler andare al Colle martedì e non lunedì: questa sera Luigi Di Maio non andrà alla trasmissione di Fabio Fazio.
Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. …”piace a Mattarella?” È chissenefrega? Non siamo, fino a prova contraria, in una Repubblica Presidenziale e Mummiarella è stato scelto da un parlamento ed una maggioranza che se fossero anche esistite adesso non sono neanche un terzo. Detto questo ed aldilà dei tecnicismi e delle camarille di palazzo, gli elettori hanno dato un chiaro segnale e non accetteranno mai un papavero dettato dalle cancellerie europee. Se i “ragazzi” non si rendono conto di questo passeranno dei gran casini e le piazze saranno invase da milioni di italiani incazzati come bisce. Allora si che ne vedremo delle belle. E forse sarà il preludio ad un colpo di mano di settori responsabili delle Ff.Aa. e non è detto che sia un male…

  2. Parola d’ ordine del pidiessismo & similia: disattendere la volontà del Popolo! Costi quel che costi!…..

  3. Ma il governo e il Primo ministro non lo decidono i rappresentanti del popolo??? Mattarella deve solo verificare la legittimità costituzionale del processo e non decide chi deve rappresentare i voleri del popolo.Oramai siamo al colpo di stato mascherato dato che il popolo sovrano non conta piu’ niente??

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