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Di Stefano omicidio di Fermo funeraliRoma, 11 lug – Simone Di Stefano non ha dubbi: la presenza della presidente della Camera Boldrini e del ministro Boschi ai funerali di Emmanuel Chidi Namdi a Fermo, il richiedente asilo ucciso dal fermano Amedeo Mancini, è “solo una passerella antirazzista” con l’obiettivo di distogliere l’attenzione dai guai del Governo Renzi. Il vice presidente di CasaPound Italia, commenta al Primato Nazionale i tragici fatti di Fermo e assicura: “non esiste nessuna emergenza razzismo”.

E’ rimasto sorpreso della forte presenza istituzionale ai funerali di Emmanuel Chidi Namdi, il richiedente asilo nigeriano ucciso a Fermo da Amedeo Mancini?

Non mi ha sorpreso. Sappiamo bene che quando muore un italiano per mano di uno straniero, magari un richiedente asilo fortemente voluto da questo Governo, non si presenta mai nessuno. Così come accaduto in passato per i casi di David Raggi o per il massacro dei pensionati di Palagonia, così come accade oggi per le vittime italiane barbaramente uccise a Dacca per mano del terrorismo. Loro si presentano solo quando c’è da fare la passerella antirazzista funzionale a fare gran rumore così da far dimenticare per un po’ i guai del Governo.

Non esiste dunque nessuna “emergenza razzismo” come ha dichiarato il presidente Boldrini?

Assolutamente, non c’è nessuna emergenza razzismo. Gran parte del popolo italiano è solo stanco delle politiche sull’immigrazione, stanco di vedere persone ospitate nei centri di accoglienza a 35 euro al giorno, come quello gestito da don Vinicio Albanesi, a passare le giornate senza nulla da fare e protestare se non funziona il Wi-Fi. Noi a queste persone non abbiamo nulla da offrire e se ce l’abbiamo è a scapito degli italiani.

L’omicidio di Emmanuel inizialmente è stato raccontato in un modo, i media hanno dato per buona la versione della moglie del nigeriano e di don Vinicio. Tra testimonianze e dati medici, le cose sembrano essere andate diversamente. Che idea ti sei fatto della dinamica dei fatti?

C’è un film che è quello che raccontano i buonisti di sinistra e i giornali delle banche: ovvero la storia di un energumeno pazzo che assalta una persona solo per il colore della pelle e che lo picchia fino ad ucciderlo. La realtà dei fatti è che c’è stato un diverbio, cominciato per un insulto anche razzista a quanto pare, che ha scatenato l’aggressione da parte di tre nigeriani nei confronti di Mancini, nel corso della quale sono stati utilizzati anche dei corpi contundenti. La reazione di Mancini è stata determinata da un pugno sul viso di Emmanuel, che ha causato solo una escoriazione del labbro e una rovinosa caduta del nigeriano, che in ogni caso si è rialzato e dopo un po’ è andato in coma per una emorragia interna. Speriamo che le indagini chiariscano se prima siano stati chiamati i soccorsi, oppure se qualcuno ha pensato di allertare immediatamente don Vinicio e i giornalisti.

La vedova di Pietro Raccagni, un macellaio assassinato da quattro immigrati albanesi due anni fa, in merito alla presenza istituzionale per il caso di Fermo, ha denunciato in un video di essere stata abbandonata dal Governo in quanto italiana. Esiste una discriminazione nei confronti degli italiani?

Assolutamente sì. La vita degli italiani vale meno per le istituzioni. Ogni volta che un italiano muore per mano di uno straniero si cerca di silenziare la notizia, di minimizzare, nessun rappresentante delle istituzioni si presenta ai funerali. Mi sembra meno che per questa classe politica la vita degli italiani vale meno di quella degli immigrati.

a cura di Davide Romano

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2 Commenti

  1. Caro Di Stefano in realtà un’emergenza razzismo c’è, ed è un razzismo anti-italiano.

    Se a seguito del diverbio invece del ragazzo negro fosse morto l’ennesimo italiano per colpa di uno straniero, possiamo stare tranquilli che avrebbe fatto solo statistica.
    Quindi nessun cordoglio delle istituzioni, indignazioni e quant’altro con vomitevoli passarelle di politici ad assiepare le prime fila di chiese e funerali.
    A parti inverse sarebbe stata la triste norma, qualcosa che per questi corrotti e inetti che tradiscono il mandato del popolo italiano non avrebbe fatto sollevare la più proverbiale delle sopracciglia. Niente Boschi, né Kyenge né tantomeno Boldrini ai funerali degli italiani che giornalmente vengono vessati, derubati, picchiati, violentati e uccisi dagli stranieri. Loro non trovano posto nei pensieri di questi personaggi.

    Quindi sì, c’è un’emergenza razzismo, ed è un razzismo anti-italiano. Promosso e diffuso in primis e ante omnia da coloro che noi italiani abbiamo eletto come nostri rappresentanti.

  2. Concordo. L’ emergenza razzismo esiste, ed è a tutti gli effetti a nostro danno.

    Politici vermi schifosi, “sig.ra” boldrini in primis.

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