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Japan's PM and leader of the ruling LDP Abe poses for photos before a news conference following a victory in upper house elections by his ruling coalition in TokyoTokyo, 11 lug – Una vittoria schiacciante quella della coalizione governativa giapponese guidata da Shinzo Abe. Le elezioni per la Camera alta, la seconda delle due camere che compongono il Parlamento, hanno assicurato un successo netto al premier nipponico. Oltre ogni aspettativa, soprattutto dei media internazionali fortemente critici con le scelte in campo economico e militare del governo di Tokyo. Per la gran parte della stampa estera infatti i giapponesi avrebbero dovuto bocciare già da questa tornata elettorale l’Abenomics ed esprimere un voto contrario alle scelte sovraniste, anche in campo militare, della coalizione di Abe. Peccato che i giapponesi hanno dimostrato ancora una volta di ignorare i consigli non richiesti, fregandosene delle analisi di chi vorrebbe imporre un modello di amministrazione gradita agli opinion leaders occidentali.

La coalizione di Shinzo Abe ha infatti ottenuto 70 dei 121 seggi disponibili alla Camera alta, 56 per il Partito Liberal-Democratico del premier e 14 per il Komeito, maggiore partito alleato. Per un totale di 77 seggi per l’intera coalizione. Ben al di sopra anche delle aspettative di Abe stesso che puntava ad ottenere un totale di 61 seggi. Un dato importante soprattutto considerando che adesso c’è una maggioranza determinante per approvare le riforme. Il Partito Democratico di opposizione (centrosinistra), alleato del Partito Comunista del Giappone, è infatti passato da 60 a 49 seggi, ben al di sotto del numero minimo per poter provare a bloccare le delibere parlamentari. Il leader del Partito Democratico ha dichiarato che alle prossime elezioni politiche potrà comunque essere riproposta l’alleanza con il Partito Comunista. A giudicare dall’esito di oggi dalle parti di Shinzo Abe se la ridono di gusto.

Il dato più significativo che emerge dalla nuova supermaggioranza alla Camera alta è però la possibilità da parte del premier nipponico di portare avanti senza grossi ostacoli il progetto di riforma dell’articolo 9 della Costituzione imposta alla fine del secondo conflitto mondiale dagli Stati Uniti, che impedisce al Giappone di detenere un esercito regolare. Grazie ai due terzi dei seggi già occupati infatti alla Camera bassa, con questi numeri Abe è il primo leader della storia del Giappone a poter contare su una maggioranza così schiacciante in entrambe le aule del Parlamento. Anche per quanto riguarda il processo di riforme economiche avviato con l’Abenomics, il premier giapponese ha chiesto più tempo ai propri cittadini per ottenere risultati evidenti. Secondo la gran parte dei guru liberisti mondiali il piano sarebbe già fallito e l’economia nipponica destinata al tracollo, parole più o meno ripetute da anni. Eppure in Giappone sono sempre meno gli elettori sensibili ai vaticini delle cassandre occidentali e degli stregoni della finanza senza frontiere. Neppure la borsa di Tokyo sembra crederci più, tanto che alla vittoria di Abe ha segnato un incredibile rialzo: +4%. E tanti saluti ai catastrofisti, il sole sorge sempre a levante.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. Sono contento di questo esito elettorale,poichè evidenzia che i giapponesi a casa loro fanno quello che pensano e non quello che i mercati o la stampa internazionale vuole.

  2. Spero che il Giappone sia capace di smarcarsi anche dall’ingombrante tutela statunitense, sebbene sia abbastanza innegabile che in questa contingenza storica le opzioni percorribili siano abbastanza limitate.

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