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Roma, 21 apr – In attesa di lunedì, quando il presidente della Repubblica molto probabilmente affiderà un mandato esplorativo al presidente della Camera, il grillino Roberto Fico, per verificare se ci sono i presupposti per un’intesa 5 Stelle-Pd, le carte dei dem restano abbastanza coperte. Anche perché serve l’investitura ufficiale, come dire, ossia che anche Renzi si dica intenzionato a dialogare con Di Maio.
Dopo che nei giorni scorsi il reggente del Pd Maurizio Martina ha indicato la via di un dialogo con i pentastellati sulla base dei punti del programma e ha assicurato che eventuali trattative non divideranno il partito, oggi è la volta di un altro piddino illustre, il sindaco di Milano.
“Auspico assolutamente un dialogo tra Pd e M5s, partendo dal presupposto che bisogna intendersi e partire dai programmi”, ha detto Beppe Sala.
“Tra reddito di cittadinanza è il nostro modello di welfare solidale, che porta aiuto a tanti e coinvolge il terzo settore, è chiaro che io scelgo il nostro. Detto ciò bisogna parlare con tutti. Però va fatta una riflessione sui programmi” ha aggiunto Sala. “Non servono mille cose, ma su quattro cinque cose fondamentali” bisogna essere d’accordo perché “non possiamo pensare di allearci con chi pensa distruggere quello che la sinistra ha fatto fino a oggi” ha concluso il primo cittadino di Milano.
Toni glaciali invece dallo staff di Matteo Renzi: “A differenza di quanto scritto da alcuni quotidiani non c’è nessuna interlocuzione tra Renzi e Casaleggio, nemmeno per interposta persona”.
“I due peraltro – si legge nella precisazione – non si conoscono e non si sono mai incontrati né sentiti. La posizione del senatore fiorentino rimane quella assunta dalla direzione nazionale del Pd sintetizzabile con la frase ‘tocca a loro'”.
Adolfo Spezzaferro



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