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Roma, 21 apr – Eccolo l’incontro tra culture, eccola l’integrazione tanto cara ai sinistri progressisti e al business dell’accoglienza. Una ragazza pakistana è stata sgozzata dai suoi familiari perché voleva sposarsi con un italiano.
Sana Cheema, 25 enne cresciuta a Brescia, è stata assassinata negli scorsi giorni a Gujrat, la sua città natale.
Sono stati il padre e il fratello, che fino a poco tempo fa vivevano a Brescia, a ucciderla. Ora si trovano in carcere.
Sana aveva deciso di non trasferirsi insieme a loro in Germania perché, dopo aver completato gli studi a Brescia, aveva trovato lavoro in un’attività commerciale nella zona popolare di via Milano e voleva restare accanto al fidanzato italiano. Pessima idea: i parenti l’hanno sgozzata.
La sua morte ricorda incredibilmente quella di Hina Saleem, la ventenne pakistana assassinata nell’agosto 2006 a Sarezzo, sempre nel bresciano. Anche Hina, come Sana, aveva un fidanzato italiano e vestiva troppo all’occidentale e per questo era stata sgozzata dai suoi parenti e seppellita in giardino con la testa rivolta verso la Mecca.
Eccolo il vero volto dell’integralismo islamico, che non accetta integrazioni e porta un padre e un fratello ad uccidere senza pietà una giovane donna perché colpevole di amare un italiano.

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