Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 1 ott – Dopo le critiche da parte del Pd e dell’ex ministro dem Carlo Calenda, Confindustria si rimangia l’endorsement alla Lega. Al contrario, le parole pronunciate a Vicenza dal presidente Vincenzo Boccia devono essere interpretate come “una provocazione“, la sottolineatura di alcune “incoerenze” del partito guidato da Matteo Salvini, “verde sul territorio” e “gialloverde” a Roma. A precisarlo, intervenendo a Circo Massimo su Radio Capital, è lo stesso numero uno di viale dell’Astronomia, che parla di “strumentalizzazioni via Twitter”. Alla Lega, insiste Boccia, Confindustria chiede di “essere coerente”. Per l’associazione degli industriali, aggiunge, “i provvedimenti del governo sono provvedimenti del governo e non di una parte del governo contro un’altra parte. Quando escono provvedimenti che per noi sono ostili all’impresa sono del governo, non sono dei 5 Stelle o della Lega. Quindi”, conclude, “abbiamo invitato la Lega, che ha rapporti nelle Regioni che governa al Nord, ad essere coerente con questo percorso”.
Entrando nel merito della manovra economica, Boccia lancia un appello al premier Giuseppe Conte, “l’avvocato del popolo”, affinché da componenti del governo non arrivino più attacchi personali a esponenti delle rappresentanze sociali quando questi criticano il loro operato. “Mi rivolgo al governo, non al singolo ministro. E la domanda che facciamo è se si intende rispettare le rappresentanze sociali”, ha affermato Boccia, commentando le dichiarazioni rilasciate dal ministro allo Sviluppo economico Luigi Di Maio all’indirizzo di Matteo Zoppas, presidente di Confindustria Veneto. “Sto parlando di rispetto, non di condivisione, non di contaminazione”.
Al reddito di cittadinanza, osteggiato da gran parte degli imprenditori, Boccia riconosce di porre una “questione sociale” ma si affretta anche a spiegare che “non deve essere un elemento che disincentivi il lavoro”. “Come lo fai è determinante”, ha infine chiosato il numero degli industriali, auspicando che la misura non porti nemmeno a “un aumento del lavoro nero”.
Bene così. Bene per Confindustria e i suoi associati. Come nel caso di Di Maio su Ilva cambiare idea e correggere gli errori è sempre una buona cosa“, è il commento di Calenda al dietrofront del numero uno di Viale dell’Astronomia, che aveva “osato” dire: “Di questo governo crediamo fortemente nella Lega, è una componente importante, qui non si tratta di regionalità ma di risposte vere ai cittadini”.
Pace fatta, insomma, tra industriali e Pd.
Adolfo Spezzaferro

1 commento

Commenta