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Bolzano, 10 apr – Eva Klotz è stata condannata per vilipendio al Tricolore. La pasionaria altoatesina che da sempre combatte per l’indipendenza dovrà pagare 3 mila euro di ammenda per aver offeso la bandiera italiana. Insieme a lei hanno ricevuto la stessa condanna altri due esponenti della Südtiroler Freiheit, Sven Knoll e Werner Thaler.
I fatti risalgono al 2010, quando su un manifesto del movimento della Klotz veniva raffigurata una scopa che spazzava via il Tricolore italiano, lasciando spazio al bianco e al rosso del labaro tirolese. Dopo corsi e ricorsi con la giustizia, un processo rifatto, la giustizia si è espressa, confermando una sentenza di primo grado già emessa nel 2011. I tre della Südtiroler Freiheit dovranno pagare in totale 9 mila euro di ammenda. Loro non ci stanno e gridano allo scandalo. Knoll ritiene sia “assurdo che in quasi dieci anni la giustizia italiana non sia in grado di emettere una sentenza definitiva. Ormai siamo a un passo dalla prescrizione”. Ma soprattutto Eva Klotz e i suoi colleghi invocano e rivendicano la libertà di espressione.
Sul tema è chiaro il coordinatore regionale di CasaPound, Andrea Bonazza che dice: “Noi non siamo mai stati bigotti con le censure verso gli altri. Però qui si tratta di un’offesa nei confronti di sentimenti nazionali e patriottici che sono sacri per la popolazione e per la comunità italiana”. 
Un’affermazione che assume un valore ancora maggiore se si considera che la stessa Klotz ha più volte chiesto la condanna di chi chiedeva rispetto per il tricolore. “Ora questi soggetti chiedono la libertà di espressione. Ma sono gli stessi che hanno esultato per la mia condanna a 3 mesi di arresti domiciliari per aver fatto il saluto romano”.
Due pesi e due misure che a Bonazza proprio non vanno giù perché se la libertà di espressione è un diritto, esso deve valere per tutti. Invece gli esponenti della Südtiroler Freiheit sono tra coloro che più di tutti hanno chiesto condanne e multe per Bonazza gli altri esponenti di CasaPound, rei di aver sventolato il tricolore al monumento della Vittoria di Bolzano, che è un simbolo nazionale e istituzionale. “Adesso – conclude Bonazza – la stessa cosa capitano a loro e chiedono la libertà di espressione. Fa molto ridere tutto questo”.
Anna Pedri
 

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1 commento

  1. In più c’è da considerare che la tipa percepisce dall’odiato stato italiano un lauto vitalizio. Odia l’italia ma evidentemente non i suoi soldi…

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