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Roma, 2 mag – Il governo giallofucsia alla fine si è deciso a chiarire i dubbi sul Dpcm sulla cosiddetta fase 2: dagli spostamenti ai congiunti all’autocertificazione. E come avevamo previsto lo fa con la formula delle Faq (domande più frequenti) pubblicate sul sito ufficiale (che potete consultare qui). Almeno i cittadini da lunedì 4 maggio potranno evitare di essere multati solo per non aver capito bene i come sempre confusi decreti del premier (puntualmente smentiti, reimpostati, ampliati dopo le critiche). Vediamo nel dettaglio quindi quali sono i chiarimenti più importanti su cosa si può fare e cosa non si può fare con la fase 2. In verità restano ancora questioni in sospeso, a partire dal modulo per l’autocertificazione, che a quanto pare non verrà aggiornato (fatto che potrebbe causare qualche problema).

Spostamenti
Sarà possibile muoversi all’interno della regione di residenza, passeggiare anche lontano da casa e andare a trovare una persona cara. Per gli spostamenti per motivi di lavoro e le passeggiate non è più indispensabile l’autocertificazione. Si potrà andare per necessità nelle seconde case, se nella stessa regione.

Chi sono i congiunti
I coniugi, i partner conviventi, i partner delle unioni civili, le persone che sono legate da uno stabile legame affettivo, nonché i parenti fino al sesto grado. E qui Palazzo Chigi, per evitare ulteriori incomprensioni e contrasti, prova a specificare ancora meglio. Chi sono i parenti fino al sesto grado? Ad esempio “i figli dei cugini tra loro”. E gli affini fino al quarto grado? Per esempio, “i cugini del coniuge”. Tra gli “affetti stabili” è stato infine chiarito che ci sono anche gli amici ma non si possono andare a trovare. Restano vietati gli assembramenti tra persone non conviventi.

I negozi restano chiusi
Riparte il commercio di autoveicoli, ma i negozi che non vendono generi alimentari restano chiusi. Tuttavia nelle Faq si legge che “è consentita la consegna di prodotti a domicilio”, purché al momento della consegna siano evitati contatti personali a distanza inferiore a un metro. Quindi anche scarpe, abiti, accessori e altri beni potranno essere acquistati a distanza.

Servizi d’asporto in auto
Bar e ristoranti dovranno attendere (almeno fino al 18 maggio), ma oltre alla consegna di pizze e pasti a domicilio sarà possibile “il servizio di asporto fatto in auto”, che Palazzo Chigi chiama “drive through” (con la consueta esterofilia dei governi di sinistra), ossia la possibilità da parte delle aziende di ristorazione di consegnare pietanze cucinate presso l’auto del cliente. Anche in questo caso, “mantenendo la distanza di almeno un metro e rispettando i divieti di consumare i prodotti sul posto di vendita e di sostare nelle immediate vicinanze”. Altrimenti scatterebbero le sanzioni per assembramento.

Bimbi al parco
L’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è consentito sempre nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro (resta il divieto di assembramento). Non possono essere utilizzate le aree attrezzate per il gioco dei bambini che restano chiuse. I sindaci possono disporre la temporanea chiusura di specifiche aree in cui non sia possibile rispettare le restrizioni anti contagio.

Incognita messe
Resta ancora aperta la questione delle funzioni religiose. Il premier sta maturando l’idea di consentire la celebrazione delle messe, purché con un numero limitato di persone. Ma gli scienziati (i veri decisori) sono dubbiosi. Nel dubbio, Palazzo Chigi prende (altro) tempo.

Adolfo Spezzaferro

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6 Commenti

  1. Come al solito centinaia di norme poco chiare ma molto utili per qualsisasi discrezionalità e per tenere tutti i cittadini sotto scacco ed impauriti di una multa di ben 300-500 euro.Considerando che molti italiani incassano in un mese quella cifra trattasi di riduzione o mantenimento in schiavitu’ (art. 600 codice penale) come lo sono anche i domiciliari obbligatori per un virus a bassissima mortalità nei soggetti senza malattie concomitanti.
    Art.600;
    Chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a prestazioni lavorative o sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportino lo sfruttamento ovvero a sottoporsi al prelievo di organi, è punito con la reclusione da otto a venti anni(2) .

    La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante violenza, minaccia, inganno, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica o psichica o di una situazione di necessità, o mediante la promessa o la dazione di somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorità sulla persona
    ….

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