Roma, 25 lug – Per Massimiliano Fedriga destra e sinistra possono convergere. Per carità, su “alcuni temi” con l’aggiunta “di interesse nazionale”. Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia proferisce una dichiarazione quanto meno ambigua nel corso di un incontro pubblico, come riportato da Tgcom24.

Fedriga, la destra, la sinistra e altre sciocchezze

La dichiarazione è abbastanza “ambigua”, ma comunque interessante: “Dobbiamo presentare un programma di governo credibile, lo stiamo scrivendo. Il dibattito penso che debba essere anche sull’approvvigionamento energetico, sulla siccità e come affrontarla, sui rapporti internazionali, sulla questione lavoro, sono cose fondamentali per il Paese. E penso che su alcuni temi di interesse generale per il Paese si possano trovare anche condivisioni tra destra e sinistra” a prescindere da chi governerà”.

Nella prima parte Fedriga parla di “dibattito” su un certo numero di temi, praticamente onnicomprensivi di tutte le principali questioni. Poi parla di “alcuni temi di interesse generale per il Paese”. La domanda è: i “rapporti internazionali” e la “questione lavoro” non sono, ad esempio, questioni di “interesse generale”? Le stesse su cui Fedriga parla di “convergenza possibile” tra destra e sinistra? Insomma, parole “paracule”, passateci un pochino la volgarità. E forse anche abbastanza gravi.

Convergere uguale sottostare?

C’è da scommettere che la “convergenza” su “alcuni temi” di cui parla Fedriga alla fine sarà tutta fedelmente in linea con quella Pd. Considerate le “perfomance” piuttosto scadenti della Lega nel contesto del governo Draghi, il ripiegamento su tutti o quasi i temi fondamentali, non c’è da avere molta speranza per il futuro. E le parole di Fedriga si inseriscono in questo percorso decadente. Poi, magari, è solo una sparata a vuoto. Ma la politica del Carroccio negli ultimi due anni non lascia affatto pensare ai migliori auspici. Forse ancora di più se il centrodestra dovesse andare al governo, magari schiacciato dall’onnipresente dominio culturale, etico ed istituzionale del solito Pd.

Alberto Celletti

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