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Milano, 2 apr – Il presidente della Regione Lombardia torna all’attacco del governo giallofucsia per la gestione fallimentare dell’emergenza coronavirus. “Stiamo ancora aspettando delle risorse materiali, è passato un mese e mezzo dall’inizio dell’emergenza e da Roma abbiamo ricevuto solo briciole“, è l’attacco di Attilio Fontana ai microfoni di Radio Padania. La verità, fa presente il governatore leghista, è che la Lombardia ha fatto tutto da sola: “Se non ci fossimo mossi noi, se non ci fosse stato l’assessore al Bilancio Caparini” a muoversi per acquistare materiale, “avremmo chiuso gli ospedali dopo due giorni. Il numero di mascherine che ci arrivava dalla Protezione civile non ci avrebbe consentito di aprire. E’ una vergogna, non ci è arrivato se non una piccola parte di quello che abbiamo richiesto a Roma. Ce la siamo dovuta cavare con nostri mezzi e risorse”.

Zona rossa nel bergamasco, l’attacco a Conte: “No allo scaricabarile”

Fontana poi replica al presidente del Consiglio sulla questione zona rossa nel bergamasco: “Il premier Conte, che è un fine giurista, deve darmi due risposte. Uno: ‘Come faccio io che non ho titoli a bloccare un diritto costituzionale protetto?’. Due: ‘Anche se l’avessi disposta con che forze dell’ordine avrei potuto chiudere zona rossa?’. Il capo del governo infatti aveva infatti dichiarato che “se la Lombardia voleva la zona rossa nel bergamasco poteva disporla”. Per il governatore questo “è un tentativo di scaricare. Noi a Conte abbiamo chiesto la zona rossa, nel comitato tecnico il nostro rappresentante ha insistito. E’ inutile che cerchi di scaricare su di noi“. Invece il premier Conte, quando decise ulteriori restrizioni, “disse ‘è come se realizzassi una zona rossa in tutta la regione’. Forse ha cambiato opinione ma non può addebitare a me” la colpa di non aver fatto la zona rossa a Bergamo.

“Possibile ripresa del virus in autunno? Bisogna prepararsi”

Il governatore poi lancia un altro allarme: “Ci sono scienziati che ci dicono che essendo un virus che ha attinenza con l’influenza c’è il rischio che alla ripresa del virus influenzale in ottobre e novembre, ci possa essere anche una ripresa del coronavirus. Quindi bisogna prepararsi”. La Lombardia sarà pronta, assicura: “La nostra risposta finora è stata una risposta alla drammatica emergenza improvvisa. La nostra sanità ha dovuto affrontare uno tsunami, è partito tutto con una violenza mai vista”.

La replica di Boccia: “Lo Stato sta facendo di tutto”

Alle accuse rivolte da Fontana al governo giallofucsia risponde il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia: “Non ho voglia e tempo di fare polemiche, lo Stato sta facendo di tutto. Fontana sa benissimo che mentre parliamo è atterrato l’ennesimo aereo della Guardia di Finanza. Se ci fosse dall’alto una grande telecamera si vedrebbero in Italia in giro solo mezzi militari, scaricano materiali che lo Stato acquista in tutto il mondo per le Regioni, specie per la Lombardia. E tutto è online nel dettaglio su siti di Protezione civile e dei ministeri”, afferma convinto il ministro dem a L’aria che tira, su La7.

Test sugli anticorpi: lo scontro con Sala

Fontana prima di attaccare Palazzo Chigi aveva avuto uno scontro anche con il sindaco di Milano Beppe Sala, che lamentava ritardi su mascherine e tamponi, chiedendo inoltre di effettuare il test sugli anticorpi. “Per quanto concerne mascherine e gli altri presidi siamo stati e continueremo ad essere i primi a segnalare il fatto che la Protezione civile nazionale, cui spetta il compito di gestire l’emergenza e garantire questi materiali, sia per buona parte inadempiente”, ha spiegato il governatore. Poi l’esponente leghista ha chiamato in causa il governo centrale: “La burocrazia di Roma ci impedisce di utilizzare le mascherine prodotte in Lombardia già ritenute conformi dal Politecnico di Milano”. Per quanto riguarda i test sugli anticorpi, Fontana smaschera la propaganda politica del sindaco di area dem: “La Regione Lombardia è una istituzione seria. Che agisce solo ed esclusivamente sulla base di riscontri scientifici. Sul tema dei test ‘rapidi’ ho più volte ribadito che stiamo verificando il valore effettivo di queste procedure. Agiremo solo nella direzione che ci indica la scienza e non sugli umori o le sparate di sindaci che non perdono l’occasione per fomentare la polemica. Sindaci ai quali nelle sedi istituzionali queste risposte sono state più volte date”.

Adolfo Spezzaferro

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