Roma,, 21 nov – Maxi retata a Roma in un giro di corruzione e tangenti. Gare per i lavori pubblici che poi venivano affidati direttamente a imprenditori “amici” grazie allo strumento del ricorso alla procedura d’urgenza. Il tutto, per giunta, dentro i palazzi di Giustizia. Era su questo che si basava la “filiera” smantellata oggi a Roma dai finanzieri del Nucleo Speciale Anticorruzione che, su delega della Procura capitolina, hanno eseguito 20 misure cautelari decise dal gip nei confronti di 8 funzionari pubblici e 12 imprenditori. In 14 sono stati arrestati, di cui 4 in carcere, oltre a 6 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

Tra i funzionari coinvolti anche personale dell’Ater

I funzionari coinvolti, in servizio presso il Provveditorato interregionale delle opere pubbliche del ministero delle Infrastrutture, il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria, l’Ater della Provincia di Roma, l’Istituto centrale di formazione per il personale della Giustizia minorile e l’Ufficio per i servizi tecnico-gestionali del ministero dell’Interno, avevano ideato uno schema nelle gare per nascondere la mancata applicazione del principio di rotazione degli affidamenti. Questo perché i lavori, ufficialmente assegnati a diverse società, in realtà venivano poi eseguiti dallo stesso imprenditore, Franco De Angelis.

Chi è l’imprenditore coinvolto nelle indagini

Da 20 anni, l’uomo d’affari mentiva sulla sua identità, falsificando la data di nascita – diceva di essere nato nel 1951 invece che nel 1955 – così da indurre in errore i funzionari pubblici che avrebbero dovuto verificarne il casellario giudiziario. De Angelis ha un passato da presidente dell’Interporto di Civitavecchia – poi fallito – che lo ha portato all’arresto nel 2015. L’imprenditore ha ottenuto nel tempo importanti lavori in diversi palazzi di giustizia a Roma. In cambio, fra le altre cose, aveva promesso al funzionario del provveditorato, Luigi Antonio Fazzone – oltre a un appartamento – l’impegno a proporlo per la nomina a direttore generale della Direzione generale territoriale per il centro sud del ministero Infrastrutture e Trasporti, nomina da ottenere con l’interessamento di un ingegnere assunto alla società capitolina Risorse per Roma.

Tra le “tangenti” anche tartufi e smartphone

Altri coinvolti negli inchiesta, invece, si scambiavano “nuove tangenti”, come le chiamano gli inquirenti: piccole regalie, come telefoni cellulari. In più di un caso addirittura tartufi, oppure 20 birilli per lavori stradali. Ma poi anche soldi, lavori gratis nelle proprie abitazioni, prezzi scontati per l’acquisto di appartamenti, raccomandazioni per cambiare ufficio e far assumere familiari. In tal modo sempre i soliti imprenditori hanno potuto effettuare lavori di ristrutturazione in uffici pubblici, anche dentro la Corte d’Appello di Roma e negli uffici della Procura in piazzale Clodio.

Ludovica Colli

2 Commenti

  1. …un Paese nella merda..

    S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo;
    s’i fosse vento, lo tempestarei;
    s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;
    s’i fosse Dio, mandereil’ en profondo;
    s’i fosse papa, allor serei giocondo,
    ché tutti cristiani imbrigarei;
    s’i fosse ‘mperator, ben lo farei;
    a tutti tagliarei lo capo a tondo.
    S’i fosse morte, andarei a mi’ padre;
    s’i fosse vita, non starei con lui;
    similemente faria da mi’ madre.
    Si fosse Cecco com’i’ sono e fui,
    torrei le donne giovani e leggiadre:
    le zoppe e vecchie lasserei altrui.

    C.Angiolieri

  2. Come diceva giustamente qualcuno l’Italia si divide tra chi prende dallo stato e chi invece dà.E questi parassiti nelle alte cariche prendevano eccome, anche molto piu’ del loro stipendio pagato da noi con centinaia di balzelli che hanno creato milioni di poveri.Ma questo spreco di risorse che avviene dagli anni 90 è utile a vuole un Italia sempre piu’ indebitata e quindi schiava di poteri bancari esteri.
    Da noi basta avere un reddito oltre 8 mila euro annui e già si paga il 20% non potendo far fronte alle spese di sussistenza minima nel caso si guadagni 8100 euro e te ne vengono levati 1620!!E hanno il coraggio di parlare di evasione quando lo stato si mangia il 42% del reddito prodotto e restituisce meno di quanto ci toglie collettivamente impoverendoci sempre piu’.Siamo infatti in avanzo primario prima del pagamento dei 90 miliardi di interessi sul debito pagati a privati anche stranieri che ci portano in deficit!
    Per questo dobbiamo ringraziare i vari Prodi, Ciampi, Draghi che hanno provveduto a far svendere a forze occulte straniere le aziende e banche pubbliche in enorme attivo, banca d’italia compresa.La banca d’italia, che era NOSTRA, creava a costo zero per gli italiani il denaro che oggi dobbiamo elemosinare, in cambio delle riforme che ci massacrano,dalla BCE privata di proprietà dei poteri finanziari occulti stranieri.Ricordiamoci che il famoso debito pubblico in gran parte era in mano alla banca d’italia che essendo fino al 1992 nostra era come se uno ha un debito con il proprio portafoglio da cui ha preso i soldi! Ci hanno truffato bene bene senza ovviamente che cio’ fosse mai evidenziato dai media della dittatura finanziaria

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