Roma, 26 nov – Fondazione Gimbe e Andrea Crisanti ammettono che i contagi sono in calo ma rinnovano comunque il loro allarmismo. Gli esperti filogovernativi insomma tengono alta la paura del coronavirus in vista delle restrizioni per le festività natalizie. E se la fondazione Gimbe avverte che nonostante l’abbassamento della curva epidemica gli ospedali sono sotto pressione, Crisanti focalizza l’attenzione sul fatto che “per due o tre settimane ci saranno ancora molti morti“.



Gimbe analizza i contagi e avverte che gli ospedali sono sotto pressione

I numeri della fondazione parlano chiaro: giù i nuovi casi (216.950 rispetto a 242.609) nell’ultima settimana, a fronte di un calo dei casi testati (778.765 rispetto a 854.626) e di un lieve calo del rapporto positivi/casi testati (27,9% rispetto a 28,4%). Ma è allarme ricoveri: “I pazienti Covid stanno ‘cannibalizzando’ progressivamente i posti letto di altri reparti, limitando la possibilità di curare pazienti con altre patologie e determinando il rinvio di prestazioni non urgenti, interventi chirurgici inclusi”, fa presente Nino Cartabellotta, presidente della fondazione. “Per allentare la pressione negli ospedali ci vorrà molto più tempo rispetto alla scorsa primavera, perché l’entità delle attuali misure di contenimento è nettamente inferiore al lockdown totale”, precisa.

“Servono scelte coraggiose anche se impopolari”

In ogni caso, “la fondazione Gimbe si appella alla responsabilità di governo e Regioni: servono scelte coraggiose anche se impopolari“. Tradotto: coprifuoco e restrizioni degli spostamenti vanno confermati a maggior ragione sotto Natale. “Un imprudente allentamento delle misure rischia di provocare entro fine anno una nuova inversione della curva dei contagi che, come ben sappiamo, si riflette poi su ospedali ancora in sovraccarico e con il picco dell’influenza stagionale in arrivo”, conclude Cartabellotta.

Crisanti conferma il calo dei contagi ma si aspetta ancora molti morti

“La trasmissione sta calando, probabilmente abbiamo passato il picco. Anzi sicuramente“, chiarisce dal canto suo Crisanti. Ma “il numero dei morti, purtroppo, è destinato a rimanere stabile perlomeno per altre due o tre settimane – precisa il direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova -, magari con leggeri cali. Purtroppo i decessi riflettono le infezioni che si sono verificate 2, 3 settimane fa. Registreremo quotidianamente ancora tanti decessi, speriamo non a questi ritmi, ma saranno ancora numeri importanti. Purtroppo la curva dei decessi non è parallela a quella dei contagi”.

“Il grafico dei morti ci fa riflettere”

Anche per Crisanti il clou è a Natale. “Il grafico dei morti ci fa riflettere che ci sono altri problemi di carattere sociale e morale, perché io, onestamente, non penserei di andare a sciare sapendo che ci sono ancora centinaia di morti al giorno. Sono scelte personali e sicuramente gli operatori sciistici hanno il diritto di lavorare, però sappiamo che come si allentano presa e attenzioni sull’emergenza, sicuramente si dà una possibilità al virus di trasmettersi. Penso ci debbano essere, e sicuramente ci saranno, delle misure di buonsenso da un lato per salvare la parte economica del Natale e dall’altro per fare sì che questo non si accompagni a una ripresa dei contagi”, conclude.

Adolfo Spezzaferro

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