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Roma, 23 feb – Il Guardian, noto quotidiano britannico, ha pubblicato ieri un approfondito ritratto di CasaPound Italia per presentare il movimento della tartaruga frecciata al suo pubblico anglofono. Il dettagliato articolo porta la firma di Tobias Jones, giornalista e scrittore con moglie italiana e alcuni libri scritti sul nostro Paese, tra cui il best-seller Il cuore oscuro dell’Italia, tradotto per i tipi di Rizzoli.
Jones – che, per realizzare il suo reportage, ha incontrato anche Gianluca Iannone e Simone Di Stefano – dimostra sin da subito di essere ben informato sulla storia della tartaruga frecciata. La prima parte del dossier, per essere stata scritta sullo stesso quotidiano che pochi giorni fa ha ospitato un allarme allucinato di Saviano sul ritorno del fascismo, è sorprendentemente onesta, a tratti brillante, sia nell’interpretazione che nell’esposizione. Innanzitutto, dopo aver ripercorso accuratamente la genesi e la storia del movimento, l’autore dell’articolo coglie subito la differenza essenziale tra l’esperienza di CasaPound e l’estrema destra catacombale. Ne esalta le doti comunicative e mitopoietiche, ne comprende l’afflato metapolitico e la capacità di orientare l’immaginario giovanile. Jones si sofferma in particolare sul ruolo svolto da Iannone e dagli ZetaZeroAlfa. Secondo il giornalista del Guardian, è proprio nel connubio tra futur-arditismo, fascismo sociale e musica rock che deve essere individuato il segreto del successo politico di CasaPound.
Insomma, la prima parte del contributo, nell’analizzare la storia e le caratteristiche di CasaPound in maniera sobria e senza sovrastrutture, tradisce persino una certa fascinazione da parte dell’autore per la “terribile bellezza” della tartaruga frecciata. A questo punto però, forse per evitare che mezza Londra si riversasse all’Esquilino per chiedere la tessera di Cpi, Jones abbandona il suo aplomb inglese e si dà al più basso dossieraggio. Lo stacco è marcato: sembra quasi come se Jones, allontanatosi per la pausa pranzo, abbia incautamente lasciato il suo laptop in mano a Paolo Berizzi o Federica Angeli. Inizia infatti una sequela di dati diffamatori che ricordano più lo stile del blog Militant che non quello del quotidiano di York Way. In questo modo la (perspicace) tesi iniziale viene vanificata dalla più trita e ritrita della conclusioni: sono fichi, fanno tendenza, incarnano un’avanguardia politica, ma in realtà sono sempre i soliti “fasci”. Viste le premesse, ci saremmo attesi qualcosa di meglio.
Elena Sempione

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4 Commenti

  1. È una guerra da una parte noi di destra persone serie oneste lavoratrici e che amiamo la nostra patria dall’altra parte i comunisti beceri che sono ignoranti fannulloni figli di papà drogati alcolizzati senza nessun valore e sostenuti dai politici ladri dai preti amici dei finti poveri neri ed islamici da magistrati rossi che puniscono la povera gente onesta e lasciano liberi delinquenti vari soprattutto se zingari e extracomunitari dai il 4 Marzo facciamo finire tutto questo e combattiamo per la libertà.

  2. Un bel movimento, onesto, schietto e vicino alla gente. La cosa piú soddisfacente poi è vedere la rabbia dei compagnucci che sono battuti su ció che secondo loro è propria esclusiva, come la tutela dei lavoratori e la difesa dei meno abbienti. D’altra parte gli estremi opposti sono in realtà vicini, con l’immensa differenza che i “fascisti” si adoperano per la Nazione e la sua gente, i comunisti sono l’anti Italia. Fanno di tutto per privilegiare tutto tranne la propria Nazione, come un cancro sono cellule del corpo che all’improvviso iniziano ad ucciderlo! Sul sociale i comunisti perdono, e questo non riescono ad accettarlo perchè hanno la presunzione che sia materia loro. Ridicoli e vigliacchi, nella storia come oggi.

  3. Ma Tobias Jones è un amicone del radical chic di Beppe Severgnini, che volevate che scrivesse di diverso?
    Ha fatto il suo bel compitino in modo che poi su Facebook ( e altrove!! ) la maggior parte della gente potesse fare commenti negativi su CasaPound, eccoli:
    https://www.facebook.com/theguardian/posts/10156585509766323
    Insomma, il classico giornalista mainstream che svela solo un filino di verità e poi il grosso lo censura e/o lo copre di fandonie per fare bella figura con l’establishment di riferimento e quindi poter continuare a mangiare in modo comodo e sicuro e poi magari poter fare una gran carriera se diventa un zerbino dei potenti!!
    That’s it!!
    Nothing new under the sun!!
    =
    Niente di nuovo sotto il sole!!
    Cordiali saluti.
    Fabrice
    PS magari se avesse conosciuto i vostri tre cavalli di battaglia: l’avvocato Marco Mori, Daniele Contucci ( ex poliziotto in prime linea sul fronte immigrazione ) e Luciano Besito ( Guinness dei primati con 15 lauree ) , forse ma solo forse avrebbe cambiato qualcosa all’articolo, ma non penso comunque, quella è gente che non vuole e/o non può andare contro certe direttive……!!

  4. Ecco qui un articolo di Tobias Jones del 19 novembre 2017 ( non un secolo fa ) in cui dice chiaro e tondo come l’Italia e la Grecia sono state tante brave ad accogliere una marea di immigrati e come invece i movimenti di destra sono xenofobi, cattivi e quindi negativi, insomma, la solita salsa ipocrita ciarlatana radical chic dei pennivendoli di regime, eccolo arriva il falsario britannico!!
    …the reason the neo-fascists are winning votes is, paradoxically, the same reason Italians might stop their collective hand-wringing and feel proud of their country: Italy has offered refuge to more than three-and-a-half million immigrants in the last 15 years. In the space of barely two decades, Italy has gone from being an almost monocultural country to one with 10% of its population considered “foreign”. Last year more than 180,000 migrants arrived by ship alone.
    But what Italy, and Greece, have done on the frontiers of Europe, while crippled by debt themselves and largely unsupported by the EU (only little Slovenia contributed to Italy’s noble Mare Nostrum sea rescues) is astonishing. Isolated incidents of intolerance and hatred make the news, but on the ground what you constantly see is Italians’ long tradition of hospitality: brusque, maybe, but unhindered by nationalism. There are many, tiny examples of it: the Calò family in Treviso who opened their home to six immigrants, or Francesco Tuccio, the Lampedusa carpenter so moved by the drowning of migrants that he started making tiny crucifixes from the wreckage of the boats, little relics to remind the world of others’ suffering.
    Per articolo completo:
    https://www.theguardian.com/world/2017/nov/19/italy-self-esteem-takes-a-beating-world-cup-political-controversy
    Cordiali saluti.
    Fabrice
    PS se lo sapevate già che Tobias Jones era un personaggio del genere non avete fatto un buon marketing politico ( l’importante che se ne parli non è sempre un buon marketing!! ), se non lo sapevate siete stati ingenui ma a questo si può sempre riparare!!

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