Roma, 2 feb — I «professionisti dell’informazione» — gli unici di cui ci dovremmo fidare, con il loro bagaglio di cultura e puntualità — colpiscono ancora con un bello sfondone giornalistico.

Per inciso, le «vittime» di tale scivolone, bontà loro, erano già passate a miglior vita. Morte due volte,quindi: parliamo delle due defunte attrici-icone del cinema italiano, Mariangela Melato, venuta a mancare nel 2013, e la splendida Monica Vitti, del cui improvviso trapasso abbiamo dato notizia alcune ore or sono.

Monica Vitti confusa con Mariangela Melato

Si spegne la musa di Antonioni e subito i siti delle principali testate giornalistiche si riempiono di speciali e focus sulla splendida attrice capitolina dall’impareggiabile verve comica. In particolare, sul sito del Corriere appare un video che vorrebbe commemorare l’attrice trapassata in una celebre pellicola diretta da Lina Wertmuller (anche lei recentemente scomparsa): si tratta di Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, film del 1974. Peccato che la Vitti non abbia mai recitato in quel film, interpretato invece dalla Melato a fianco di un esplosivo Giancarlo Giannini. 

I lettori screenshottano tutto

A questo punto scatta la dura legge dello screenshot: gli utenti social riescono

a immortalare lo sfondone e dileggiarlo su Twitter e Facebook. Per il Corrierone è troppo tardi, se ne è accorta pure la Lucarelli che come un falco piomba sull’erroraccio. Qualcuno scrive: «Riposate in pace, Monica Vitti e il giornalismo». Cadrà la testa di qualche stagista distratto (o poco acculturato)? La frittata è fatta e il quotidiano cerca di rappezzare il buco nel solito modo raffazzonato e parziale: «Mentre stavamo preparando lo speciale per rendere omaggio alla grande Monica Vitti, abbiamo pubblicato per errore lo spezzone di un film con Mariangela Melato. Ci scusiamo con i lettori e con la famiglia dell’attrice».

«Pubblicato per errore» lo è stato non solo il video, ma anche la didascalia in cui si spiegava, erroneamente, che nel film recitava proprio Monica Vitti. Non sembrerebbe quindi una casualità, ma uno sfondone in piena regola. Ma sì, sono cose che capitano — a certe testate più di altre: e ci piace pensare che, dove sono adesso (speriamo il più in alto possibile) le tre incredibili artiste che hanno reso gigantesco il nostro cinema, ora se la stiano ridendo di gusto.

Cristina Gauri

 

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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