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Milano, 1 nov – Continua a imperversare l’eccezionale ondata di maltempo che si è abbattuta su tutta l’Italia. Al Nord si sono registrati altri quattro morti. In Valle d’Aosta due persone sono morte schiacciate da un albero che è caduto sulla loro auto; nel bresciano un 85enne è scivolato nel fiume Chiese e il suo corpo è stato ritrovato tra i rami degli alberi, privo di vita. In Alto Adige altre due persone sono morte: una in Val Badia, dove un uomo è caduto da un tetto che stava riparando dopo i danni provocati dal vento, e una in Val Venosta, dove un automobilista è deceduto in seguito alle ferite provocate da un incidente dovuto al maltempo.
È allerta arancione su Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Umbria, Campania, Liguria e settori occidentali di Abruzzo e Molise. Pioggia, vento, e persino neve, sembrano non volere dare tregua, da nord a sud. In Valle d’Aosta è stato chiuso un tratto della statale 26 per caduta massi, e le squadre e i tecnici Anas sono al lavoro su tutta la rete stradale di competenza per garantire la transitabilità e la sicurezza della circolazione. In Liguria, nonostante sia uscito un po’ di sole, la situazione rimane critica, con Portofino che continua a essere isolata. Dopo cinque giorni consecutivi di pioggia il meteo pare dare pace alla Liguria e il presidente Toti chiede lo stato di emergenza.
Ma è il Veneto dove la conta dei danni è la più pesante. L’altipiano di Asiago è una delle zone più colpite dalla furia del vento, che ha sradicato 300 mila alberi, pari al 10% del patrimonio boschivo. Danni che avranno ripercussioni per ameno un decennio. Le raffiche di vento hanno raggiunto i 166 km/h, distruggendo circa 5mila chilometri quadrati di bosco tra il Veneto e il Trentino. Il Cai ha lanciato l’allarme e ha invitato a non andare in montagna, poiché la maggior parte dei sentieri escursionistici non esiste più.
In tutto il Veneto la situazione è drammatica e permane l’allerta rossa, con l’invito a non uscire di casa. Nel bellunese 60mila famiglie sono senza luce 100mila polesani senza acqua potabile, 2000 strade interrotte, 400km di sentieri impraticabili, un migliaio di edifici lesi, 40% della superficie boschiva compromessa, le mareggiate hanno devastato parte delle spiagge. Di fronte a tanta devastazione il presidente della Regione Luca Zaia ha inviato una informativa al presidente del Consiglio Giuseppe Conte sui danni in Veneto per il maltempo e chiede un provvedimento ad hoc per agevolare cittadini, aziende, enti che hanno subito i danni maggiori, e ha chiesto la sospensione delle rate dei mutui in essere, di tributi, imposte, tasse, adempimenti fiscali, dei termini di pagamento per l’energia elettrica e gas e di quelli per i contributi previdenziali, assistenziali, assicurativi nonché la possibilità di derogare all’obbligo di pagamento dell’ ecotassa sui rifiuti”.
Anche in Trentino il vento ha lasciato dietro di sé danni ingenti: la Protezione civile calcola che si siano schiantati al suolo, soprattutto in Val di Fiemme e Lagorai, fino a 1,5 milioni di metri cubi di bosco.
Se al Nord si muore, al sud non va meglio. A Palermo la pioggia incessante ha provocato non pochi disagi: l’acqua ha intasato i sottopassi della Circonvallazione Sud, superando il mezzo metro di altezza e bloccando le auto in transito. La Protezione civile regionale ha diramato l’allerta arancione per tutta l’isola.
Anna Pedri



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