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Roma, 1 nov – La Procura di Catania ha chiesto ”l’archiviazione delle accuse contro di me”. Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini, in diretta Facebook, aprendo la busta gialla proveniente dalla città siciliana sul caso della nave Diciotti.
“Adesso prendo il caffè, infilo la giacca, spengo la tele, e da persona libera e non più indagata torno al mio lavoro. Grazie, grazie, grazie”. Così Salvini dopo aver dato lettura della lettera che lo informava della richiesta di archiviazione. Così come fece per la busta contenente l’avviso di aperture delle indagini nei suoi confronti, il vicepremier ha aperto e letto in diretta dal suo ufficio al Viminale la lettera che conteneva la notizia dell’archiviazione.
“Ho formulato richiesta motivata di archiviazione”, spiega il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro nella lettera recapitata a Salvini. “Quindi il ministro è innocente” per l’accusa di sequestro di persona relativa al caso Diciotti: “gioia, felicità, letizia. Ero sicuro di aver difeso il mio Paese. “Sono innocente: potevo e dovevo bloccare gli immigrati“, afferma il leader della Lega. “Speriamo venga accolta la richiesta motivata del procuratore Catania Zuccaro”, dice il ministro, “ma sarei andato avanti lo stesso”.
A questo punto – si chiede il vicepremier – “ma Patronaggio perché ha indagato? Quanto è costata l’inchiesta? Quanti uomini ha coinvolto? Quanti allertati per un reato che non esisteva?”, conclude Salvini, “c’è da fare una riflessione sul funzionamento della giustizia in Italia“.
Ora la decisione finale spetta al Tribunale di Catania.
Il vicepremier era finito sotto inchiesta assieme al suo capo di gabinetto per sequestro di persona, abuso d’ufficio e arresto illegale in merito al caso della Diciotti, la nave della Guardia costiera con a bordo 177 immigrati clandestini bloccata nel porto di Catania per cinque giorni.
Adolfo Spezzaferro



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