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Roma, 10 dic – Il vicepremier Luigi Di Maio non poteva restare in silenzio dopo che l’altro vicepremier, Matteo Salvini, gli ha rubato la scena anche in materia di rapporti con gli industriali e le imprese. Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, d’altronde, è lui.
Dopo l’incontro di ieri al Viminale gestito dal ministro dell’Interno, Di Maio commenta: “Io penso che tutti i ministri hanno il dovere di incontrare sempre le imprese. Come ha detto Boccia ora ci aspettiamo i fatti. Ieri hanno fatto le parole e i fatti si fanno al Mise, perché è il Mise che si occupa delle imprese“.
Poi il capo politico dei 5 Stelle rincara la dose: “Ieri c’erano poco più di dieci sigle, domani noi ne riuniamo oltre 30 sigle di tutti i comparti” , ha aggiunto il ministro dello Sviluppo economico.
Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, precisa: “Salvini ha dato un segnale, adesso vediamo martedì se questo è un segnale di governo o di una parte. L’auspicio è che sia di tutto il governo. Io già è tanto che vado in due riunioni in 48 ore, ci vado per senso di responsabilità. È tanto – intendo l’impegno – andrò semplicemente a ripetere a Di Maio quello che ho detto a Salvini: repetita iuvant, come si dice a scuola”.
Di Maio è anche intervenuto sulle promesse fatte sul fronte della manovra: “Sia ben chiaro che le proposte dell’Ue che si leggono sui giornali oggi presuppongono un tradimento degli italiani, io gli italiani non li tradisco“.
Infine, il vicepremier è tornato sul tema delle cosiddette pensioni d’oro, su cui sempre Salvini ieri si era espresso in modo più prudente. “Le pensioni d’oro si devono tagliare, il M5S è per tagliare tutte le pensioni d’oro, su questo non si discute. Ribadiremo la nostra posizione al presidente del Consiglio nelle riunioni di maggioranza, sono sicuro che raggiungeremo una soluzione, perché nessuno è così suicida da voler bloccare il taglio alle pensioni d’oro in un momento in cui gli italiani sono arrabbiati”.
Insomma, Di Maio prova a riprendersi la scena dopo che Salvini aveva “sconfinato” nel suo territorio. Tuttavia, al di là dei proclami, trovare la quadra sulle misure che attualmente dividono i due alleati (non solo pensioni d’oro ed ecotassa sulle auto) non sarà facile.
Adolfo Spezzaferro



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1 commento

  1. Di Maio si è rivelato una sorpresa positiva malgrado sia grillino essendo quello che si è opposto maggiormente ai poteri forti stranieri proprietari delle banche centrali private e delle banche che creano moneta dal nulla a costo zero e che si sono impossessati del paese.Lo dimostrano le sue prese di posizione contro i pennivendoli venduti dei media dei banchieri, contro Mattarella quando boccio’ Savona senza motivo costituzionale e anche le sue opposizioni ai burattini burocrati stranieri non eletti euroinomani.Questa sua indipendenza di giudizio gliela hanno fatto pagare cara con uno scandaletto insignificante montato e promosso ad arte, sembra anche dall’ estero, su contributi forse non pagati dal padre al fine di far sopravvivere la sua ditta in uno stato che fà suicidare la gente per le tasse fino al 70% (se consideriamo contributi pensionistici di pensioni poi misere e imposte indirette).Le oligarchie bancarie private che tirano le fila delle campagne stampa contro chi li contesta sono le stesse incolpate di produzione di titoli tossici e altre truffe bancarie, guerre di sterminio di popoli interi in nome di una pretesa democrazia,finanziamento di dittatori sanguinari e uccisione di quelli indipendenti tipo Gheddafi e di altri crimini molto gravi.Ma ci vogliono far credere che il criminale è il padre di Di Maio e di conseguenza suo figlio.

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