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Italia verso l’arancione. Scende ancora l’Rt, cala pure l’incidenza di casi (ma di riaprire non se ne parla)

by Adolfo Spezzaferro
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zona arancione

Roma, apr – L’Italia va verso l’arancione, con soltanto quattro regioni in zona rossa, mentre scende ancora l’Rt nazionale: ora è a 0,92. Cala anche l’incidenza: da 232 a 185 casi settimanali ogni 100 mila abitanti. Oggi sulla base del monitoraggio della cabina di regia ci sarà il consueto cambio di colore per le regioni. I numeri sono tutti in netto miglioramento. Ma di riaprire non se ne parla.

Locatelli: “Indice Rt in miglioramento, alcune regioni passeranno in zona arancione”

A fornire il dato dell’indice di contagio nazionale è la cabina di regia tra Istituto superiore di sanità (Iss) e ministero della Salute sulla pandemia, che si è riunita questa mattina. Ebbene, l’indice Rt medio in una settimana è sceso da 0,98 a 0,92. “L’indice Rt è in miglioramento, e alcune regioni passeranno in zona arancione“, annuncia il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli a Sky Tg24.

“Siamo scesi del 40% del numero di nuovi contagi”

“E’ indubitabile che abbiamo avuto una riduzione significativa nel numero dei contagiati. Pur tenendo conto dei giorni di Pasqua e Pasquetta che hanno una connotazione particolare in termini di numero di tamponi eseguiti – precisa Locatelli – rispetto alla metà del mese di marzo siamo scesi del 40% nel numero dei nuovi contagi e tutto questo indica l’efficacia delle misure, come sappiamo da tempo”.

Ecco le regioni che dovrebbero restare in zona rossa

In zona rossa, con relativo lockdown, a causa dell’incidenza superiore a 250 casi settimanali per 100mila abitanti, resteranno Valle d’Aosta e Puglia. Anche la Campania resterà rossa, ma a causa dell’Rt, che la settimana scorsa era superiore a 1,25. Lo stesso parametro sul contagio manda in rosso la Sardegna, fino a poche settimane fa addirittura in zona bianca. Tra le regioni in bilico ci sono la Calabria, che era rossa la scorsa settimana per il fattore di replicazione dell’epidemia e potrebbe entrare in arancione, e pure la Sicilia, che si trova nello stesso colore ma con dati preoccupanti soprattutto a Palermo. Il sindaco Leoluca Orlando infatti ha chiesto alla cabina di regia di mettere in zona rossa almeno la sua città.

Piemonte, Lombardia e altre regioni passano in zona arancione

Tra lunedì e martedì invece dovrebbero passare in zona arancione Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Lombardia. Tutte le altre regioni dovrebbero restare in arancione, a meno che la cabina di regia non rilevi degli aumenti dell’Rt. In tal senso, Lazio e Veneto ieri hanno escluso tale aumento per cui dovrebbero restare in arancione. Nessuna regione passerà in zona gialla, anche nel caso avesse i numeri per riaprire, perché la fascia più leggera di restrizioni è sospesa per decreto fino al 30 aprile.

Locatelli difende il piano vaccini

Sul piano vaccini Locatelli chiarisce che “non c’è stata una svista in termini di priorità” delle vaccinazioni “perché si è già data la priorità agli 80enni ospiti della Rsa e ai fragili”. E facendo riferimento all’attacco di Draghi durante la conferenza stampa di ieri a chi “salta la fila” delle vaccinazioni precisa: “Il messaggio del presidente Draghi è l’appello alla sensibilità, alla coscienza e allo spirito civico“. Tuttavia il piano vaccini va rifatto, perché servono molte più dosi per arrivare a 500mila vaccinati entro aprile (che è l’obiettivo del governo). Questo è un dato di fatto.

“Via mascherina all’aperto? Solo con elevato numero di vaccinati”

Infine Locatelli, che è anche coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, lascia intendere che la mascherina andrà portata ancora a lungo. “Quando avremo un numero elevato di vaccinati e avremo evidenza che la circolazione del virus si è ridotta grazie all’uso dei vaccini e al loro effetto sterilizzante, potremmo incominciare a ragionare” di togliere le mascherine all’aperto, conclude nel suo intervento a Sky Tg24.

Adolfo Spezzaferro

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