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Roma, 9 apr – Tutte le scoperte archeologiche sono importanti, qualcuna però è semplicemente eccezionale. E altrimenti non si può definire quanto rinvenuto in Egitto, dove è stata portata alla luce l’antica città di Aten, altrimenti nota come “la città d’oro perduta”, risalente a 3mila anni fa.



“Potrebbe essere la seconda scoperta archeologica più importante mai fatta dopo il ritrovamento della tomba di Tutankhamon“, ha dichiarato senza indugio Betsy Bryan, professoressa di egittologia alla Johns Hopkins University e membro della missione archeologica. La pagina Facebook del ministero delle Antichità egiziano precisa che lo straordinario ritrovamento è stato fatto sulla sponda ovest del Nilo, nella zona di Luxor, nel sud dell’Egitto.

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Egitto, la città d’oro scoperta (quasi) per caso

Gli studiosi ritengono che la cosiddetta “città d’oro” di Aden sia stata fondata dal faraone Amenhotep III, che dominò l’Egitto dal 1391 al 1352 a.C. L’insediamento divenne in breve tempo il più importante centro amministrativo e industriale dell’epoca. “La sua scoperta – dice Bryan – ci darà nuove opportunità per capire come vivevano gli antichi egizi”, proprio nel momento in cui l’impero era all’apice. “Molte missioni internazionali hanno cercato questa città e non l’hanno mai trovata”, precisa Zahi Hawass, archeologo, già ministro per le Antichità egiziano e ora alla guida del team di ricerca.

Gli archeologi, che qualche mese fa iniziarono a scavare in questa zona, puntavano a trovare il tempio mortuario del faraone Tutankhamon. E invece hanno scoperto la città di Aten. E’ insomma venuto alla luce “il sito di una grande città in un buono stato di conservazione, con mura quasi complete, e con stanze ricche di strumenti utilizzati nella quotidianità”. Le strade di Aten pare siano ancora oggi fiancheggiate da abitazioni, con muri in alcuni casi alti quasi tre metri. La città, attiva durante il regno di Amenhotep III, fu governata anche da Tutankhamon e dal suo successore, il faraone Ay.

“Potrebbero esserci tombe intatte e piene di tesori”

Negli scavi effettuati “la missione ha trovato molti strumenti legati ad attività industriali come la filatura e la tessitura” e “sono state trovate anche scorie metalliche e di fabbricazione del vetro”, si legge nella nota degli archeologi. Uno dei ritrovamenti più impressionanti riguarda i resti di una persona con le braccia distese sui fianchi e una corda avvolta alle ginocchia. Ma sono venuti alla luce anche un gruppo di tombe tagliate nella roccia e un grande cimitero. “I lavori sono in corso e i ricercatori impegnati nella missione si aspettano di scoprire tombe intatte e piene di tesori“, si legge ancora nella nota della missione.

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Eugenio Palazzini

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