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L’Aja come Norimberga: se potessero metterebbero sotto processo l’intera Europa

by La Redazione
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Roma, 2 dic – Le fede fanatica nell’umanità ha imposto il suo diritto sul mondo intero, o per meglio dire, sull’Europa intera. È infatti sin dalla Prima guerra mondiale che va in scena la farsa della vendetta contro il mostro che rappresenta le scorie della storia, la polvere del passato, il sangue degli atavismi: l’Europa tutta, spodestata dal suo ruolo di centro del mondo, è l’obbiettivo dell’occidentalismo umanitario, scatenato e apolide. L’Occidente si sposta più in là e il Vecchio Continente diventa il luogo dove si agitano tutte le tensioni malvagie, dove prevalgono le tragedie della storia. Tutto ciò che sa di passato porta con sé i caratteri di un’eredità che dev’essere superata nel nome delle sorti progressive dell’intera umanità. Chi si oppone al progresso della storia, chi persiste nell’errore di tener saldo a un senso di appartenenza e insiste nella falsa convinzione che i popoli abbiano il diritto e il dovere di scegliere cosa essere e lottare per la propria essenza – costui diventa il simbolo e il capro espiatorio da esporre al pubblico ludibrio, perché la sua pena e la sua umiliazione siano d’insegnamento. Chi non si adegua al sistema mondiale e alla morale umanitaria è, per ciò stesso, nemico di tutti gli uomini e il suo posto non è tra gli esseri umani ma in una cella a Norimberga o all’Aja.

Vae victis ammonivano i romani, senza però prevedere che una morale della pace universale avrebbe potuto scatenare vendette eterne, basate su colpe inesauribili e inespiabili. Contro ogni logica e ogni buon senso, per non parlare di onore militare, si perseguono bersagli scelti ad hoc, personalità rappresentative di un passato che non passa, così da ricattare in pieno stile mafioso intere nazioni. È così che le tremende guerre jugoslave si presentano in tutta la loro drammaticità come una continuazione sotto altre insegne della Seconda guerra mondiale. Nuovamente gli Stati Uniti intervengono per pacificare e nuovamente il loro ruolo è quello di devastare intere regioni, fiaccare interi popoli, disintegrare culture. Se si dovesse portare ciascun colpevole davanti a un tribunale militare riconosciuto dalle parti in causa, ce ne sarebbe per gli americani come per gli albanesi, ma gli unici ad essere chiamati criminali e massacratori sono serbi e croati. Nessuno s’illude che da una parte o dall’altra si trovino pecorelle dal manto immacolato: è chiaro a tutti che si è trattato di una guerra feroce e tremenda alle porte dell’Europa. Ciò non toglie che di guerra si è trattato e che prolungare le sue ferite per troppo tempo non è mai un bene per nessuno. Tranne per chi vuole stringere nel pugno il guinzaglio e dare di tanto in tanto uno scossone. Ma allora vien da chiedersi: chi giudica i giudici?

Slobodan Prajlak, generale plurilaureato che oggi viene deriso e infangato a reti unificate da giornalisti semianalfabeti, ha conservato col suo gesto estremo l’unica cosa che a un uomo nessuno può togliere, l’onore. Un concetto che oggi risulta sempre più incomprensibile e ignoto ai più, ma che in casi estremi torna a sferzare le coscienze. I lunghi strascichi della violenza novecentesca continuano a grattare sulla superficie patinata di un mondo debole e ipocrita. La morte strappa il velo della finzione e costringe l’arroganza di tribunali illegittimi a ritrarsi al cospetto dell’estremo gesto sovrano. Violenza e guerre bussano ancora alle porte d’Europa sotto forma di ferite mai rimarginate e di enclavi musulmane in cui narcotraffico e terrorismo proliferano con la benevolenza di turchi, sauditi e americani. È una realtà con cui tocca fare i conti e rispetto alla quale aveva già messo in guardia Dragos Kalajic. Il terrorismo democratico dei Clinton e D’Alema ha generato il terrorismo islamico, che tuttavia nessuno sembra interessato a combattere. È la lunga lotta per l’identità europea che si agita nelle nebbie di anni caotici ed enigmatici, ma che sempre più pare avvicinarsi al momento decisivo.

Francesco Boco

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2 comments

Tony 2 Dicembre 2017 - 10:34

…la verità non si nasconde, approda alla morte e vi ritrova ristoro…

https://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Arnold_B%C3%B6cklin_-_Die_Toteninsel_III_(Alte_Nationalgalerie,_Berlin).jpg

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Lorenza 3 Dicembre 2017 - 1:53

Chissà se Francesco Boco avrebbe onorato la figura di questo assassino sperimentando in prima persona le sevizie e le atrocità subite da migliaia di vittime…

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