Roma, 6 ago – L’Ammiraglio di divisione (ris) Nicola De Felice parla durante un incontro con i rappresentanti dell’Associazione Federpesca di Mazara del Vallo, guidata da Santino Adamo. E non è tenero verso la politica comunitaria.

L’Ammiraglio De Felice stronca l’Ue: “Politica fallimentare”

L’Ammiraglio De Felice non ha peli sulla lingua: “Politica Ue fallimentare, pronti a cambiare passo per strappare il settore dalla crisi con nuova visione strategica nel Mediterraneo, da rivedere per superare la grave crisi che strangola il settore della pesca, a cominciare dalla gestione della pesca. Essa necessita di un nuovo approccio che guardi al riequilibrio delle regole di concorrenza tra le marinerie europee e quelle extracomunitarie. E’ un processo necessario per garantire l’economicità dell’attività di pesca esercitata dalle imprese europee”.

La feroce critica a Bruxelles

De Felice ha poi aggiunto: “Ho ascoltato con attenzione le criticità rappresentate da ciascun armatore e raccolto lo spirito battagliero e l’orgoglio di ciascun marittimo presente, fiero di esercitare una professione tra le più difficili e usuranti. Oggi risalta con grande contraddizione la politica restrittiva adottata dall’Ue che ha ridotto, con gli incentivi alle demolizioni dei pescherecci, a meno di un quarto il bacino produttivo di Mazara del Vallo, finendo col favorire la crescita delle flotte concorrenti del Magreb e dell’Asia minore, realtà importanti che sfruttano il Mediterraneo non avendo limiti o misure restrittive a differenza delle imprese di pesca comunitarie, vanificando gli effetti dei limiti posti dall’Ue.

La dimensione della maglia da pesca, il costo del carburante, il divieto di pesca in alcuni areali, il numero massimo di giornate di pesca all’anno, la misura restrittiva del periodo di fermo hanno danneggiato il tessuto imprenditoriale siciliano e nazionale e sono pronto a portare le battaglie della marineria mazarese, siciliana e nazionale, nei luoghi istituzionali sia a Roma che a Bruxelles, perché i pescatori non possono più essere abbandonati a se stessi ed in balìa di una burocrazia che ha fallito l’obiettivo di ridurre lo sforzo di pesca nel Mediterraneo bruciando miliardi di euro dei contribuenti”.

Alberto Celletti

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1 commento

  1. Da decenni l’italia a discapito della sua posizione geografica, volta le spalle al Mediterraneo in tutti i sensi, dal commercio, alla sicurezza, alla pesca, una politica inetta e dissoluta ha per anni sacrificato anche la pesca.
    L’Unione Europea non ha mai fatto valere il suo peso, anzi si è dimostrata ancor meno risoluta degli stati nazionali. L’Italia continua sulla linea del nullismo probabilmente consapevole della sua debolezza interna, da un tessuto sociale fortemente minato da annni di politiche anti-nazionali e arcobaleno. Il Mediterraneo sarà una delle prossime irrinunciabili sfide…….speriamo

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