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Verona, 23 dic – Che l’estrema sinistra avesse ormai da tempo abbandonato le battaglie a favore del lavoro, presa com’è dall’effimera tutela di qualsiasi minoranza che si presenti sulla scena, era noto. Non poteva andare diversamente nel caso Melegatti, dove l’aver salvato centinaia di posti di lavoro diventa “una bufala che vi ha fregato”. Sono queste le esatte parole usate dal quotidiano online “La Riscossa”, organo ufficiale del Partito Comunista di Marco Rizzo, che in un articolo zeppo di retorica ottocentesca finisce quasi per far vergognare gli operai Melegatti di aver conservato i propri contratti. Proprio così.

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Il motivo? I “padroni” – sì, c’è ancora chi usa questa parola – li avrebbero usati, lanciando la campagna di solidarietà per l’acquisto dei pandori, solo per i loro interessi, cioè il risanamento dell’azienda. Come se la scongiurata chiusura degli stabilimenti Melegatti fosse un danno per i dipendenti, che non rischiano così di finire in mezzo a una strada. No, per i comunisti da domani “i lavoratori saranno ancora una volta sotto lo schiaffo della direzione padronale, della Melegatti, come di ogni altra azienda privata”.

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Ora, che in Melegatti vi sia stato più di qualche problema gestione, dovuto anche e soprattutto a scelte evidentemente sbagliate, nessuno lo mette in dubbio. Difficilmente qualcuno pagherà per lo stato di pre-insolvenza nel quale è finita la storia azienda veronese, arrivata vicina a serrare per sempre i battenti. Da qui a colpevolizzare i lavoratori, però, ce ne passa.

E invece no, La Riscossa continua: “Per oggi alla Melegatti i primi a festeggiare sono proprio i padroni. Perché dopo tante scelte di marketing sbagliate hanno trovato quella più giusta: prendere in giro i lavoratori e tutti voi. Una ricetta antica ma che nell’era del tam tam sui social appare attuale e vincente. Hanno sopperito ad errori pubblicitari e a strategie imprenditoriali dubbie. Tra qualche mese sentiremo ancora parlare della Melegatti, perché finita la festa per gli operai continueranno le grane. Ai lavoratori serve un’altra prospettiva, l’unica che possa davvero rappresentare i loro interessi, che solo i comunisti possono dare”. Cioè quella di rimanere a casa senza stipendio?

Filippo Burla

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