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Roma, 26 set – Alla fine il centrodestra si accorda sul referendum abrogativo della parte proporzionale del Rosatellum bis, la legge elettorale in vigore. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno trovato la quadra dopo che direttiva per l’astensione emanata dal leader di FI Silvio Berlusconi rischiava di mandare all’aria il progetto. Ora anche Forza Italia darà il suo via libera alla consultazione proposta dai leghisti. Dal canto suo, il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli (Lega) ha annunciato che depositerà il quesito – che deve essere approvato da almeno cinque Consigli regionali a maggioranza assoluta – lunedì, scadenza entro cui doveva essere presentata una proposta per poter avviare l’iter di esame l’anno prossimo. “Stiamo mantenendo la promessa fatta ai cittadini. E lunedì mattina andremo in Corte di Cassazione a depositare il quesito referendario, in questo modo sarà possibile far esprimere gli italiani già in primavera”, esulta Calderoli. “Facciamo decidere i cittadini, decidano loro democraticamente se vogliono una legge elettorale chiara, in cui chi vince va a governare e chi perde va all’opposizione, senza giochini di palazzo per creare maggioranze diverse da quelle espresse dalle urne”.

Gelmini: “FI mantiene dubbi su costituzionalità del referendum”

“Forza Italia – spiega la capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini – ha una sua posizione distinta sulla legge elettorale e mantiene i dubbi sulla costituzionalità e sulla governabilità di questo referendum. Ma per non spaccare il centrodestra abbiamo convenuto di dare il nostro via libera all’accordo in base al quale avremmo dato il nostro via libera al quesito presentando però, contestualmente, nei consigli regionali interessati anche un ordine del giorno che riassuma la nostra linea, che è a favore di una legge elettorale nazionale che conservi una quota di proporzionale. In Parlamento presenteremo la nostra proposta”.

Meloni: “Da FdI ordine del giorno che impegni le Regioni a presentare due proposte di legge”

“Fratelli d’Italia, mentre conferma il proprio voto favorevole alla proposta di referendum abrogativo che vuole contrastare l’ipotesi di modifica in senso integralmente proporzionale della legge elettorale in vigore – spiega la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni -, ha predisposto, e sta presentando nei Consigli regionali, un ordine del giorno che impegni le Regioni a presentare due proposte di legge al Parlamento”. “La prima sulla modifica della legge elettorale che preveda almeno una quota di eletti con il maggioritario e il premio di maggioranza in modo che emerga subito un vincitore espresso dalla volontà popolare in grado di formare un governo; la seconda per introdurre in Costituzione l’elezione diretta del Presidente della Repubblica“, prosegue la leader di Fratelli d’Italia, “si tratta di battaglie storiche della destra che erano nel programma comune della coalizione di centrodestra, utili a ribadire che le leggi elettorali si fanno nell’interesse degli italiani e non dei partiti e sulle quali FdI intende sollecitare il Parlamento”.

Salvini: “Maggioritario passo avanti nel nome della modernità”

Per Matteo Salvini il maggioritario “è un passo avanti nel nome della modernità del Paese, efficienza e trasparenza”. Sul tema legge elettorale, il leader della Lega era stato fortemente critico con Berlusconi. “Uno può mettere gli accorgimenti che vuole: premio, non premio, collegio grande, piccolo e medio – aveva detto a Radio radicale -. La nostra volontà è che il voto degli italiani sia rispettato: quindi chi prende un voto in più vince e governa, come per le Regioni. Non è che la gente vota e poi uno decide il giorno dopo io vado con Tizio, io vado con Caio, cambio partito cambio squadra”.

Il Veneto la prima Regione a dare il via libera

La prima Regione a dare il via libera è stata il Veneto, poi la Sardegna e la Lombardia. Atteso ora l’ok dal Piemonte, dove il governatore Alberto Cirio ha annunciato l’accordo, e dalla Liguria. Intanto la Meloni incalza gli alleati: “Se si vuole costruire un centrodestra forte, coeso, credibile, la proposta di Fratelli d’Italia è farlo con i fatti. Chiediamo agli alleati di firmare un patto anti inciucio: mai più accordi con il Pd, mai più accordi con il M5S. Una legge elettorale che consenta ai cittadini di scegliere con premio di maggioranza, preferenze per scegliere direttamente i parlamentari e soprattutto l’elezione diretta del Capo dello Stato”.

Adolfo Spezzaferro

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