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Roma, 29 mag – “Sulla base dei dati notificati per il 2018, è confermato che l’Italia non ha fatto progressi sufficienti per rispettare il criterio del debito nel 2018“. E’ quanto si legge nella “letterina” inviata dal vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, e dal commissario all’Economia, Pierre Moscovici, al ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Nel documento, Dombrovskis e Moscovici confermano l’intenzione di preparare un rapporto sul debito in virtù dell’articolo 126.3 del trattato, che costituirebbe il primo passo di una procedura per deficit eccessivo. Sul rapporto il Comitato economico e finanziario (dove sono rappresentati i governi) “dovrà dare la sua opinione”, si legge nel testo. Con la lettera, Dombrovskis e Moscovici chiedono all’Italia di presentare i “fattori rilevanti” che giustificherebbero la violazione delle regole e di ricevere una risposta “entro il 31 maggio.



Rapporto sul debito primo passo verso una procedura contro l’Italia

Bruxelles dà qindi due giorni di tempo al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, per rispondere sullo sforamento del debito. In tal modo la Commissione avrà il tempo di prendere la decisione sull’adozione del rapporto sul debito, che costituisce il primo passo verso la procedura per deficit eccessivo, per mercoledì 5 giugno. Nella lettera, la Commissione contesta all’Italia il mancato rispetto degli impegni sul deficit strutturale sulla base dei dati definitivi certificati da Eurostat.

Manovra correttiva in arrivo?

La “ramanzina” della Ue ha toni più gravi rispetto a novembre scorso. Sì, perché l’attuale valutazione è stata effettuata su dati definitivi e non sulla base di semplici previsioni. Nella lettera, tuttavia, non sono contenute raccomandazioni su una correzione dei conti pubblici. La richiesta implicita di una manovra correttiva per evitare la procedura per deficit eccessivo dovrebbe arrivare il 5 giugno. La Commissione invierà una lettera anche a altri tre paesi – Francia, Belgio e Cipro – per contestare il mancato rispetto degli obiettivi sul deficit strutturale. Tuttavia – neanche a dirlo – la loro situazione è giudicata meno grave rispetto a quella dell’Italia.

Salvini: “Parametri vecchi, al centro ci va il lavoro”

“Bisogna vedere cosa c’è scritto nella lettera” della Commissione Ue, “quando arriva leggiamo la lettera, parlerò con Tria, con Di Maio, con Conte. Noi dobbiamo puntare sulla crescita, sugli investimenti“. Lo afferma il vicepremier Matteo Salvini, dopo aver riunito i Gruppi parlamentari della Lega. “Quelli – dice riferendosi ai vicoli di bilancio da rispettare- sono parametri vecchi, questo è un dibattito che penso ci sia in tutte le capitali europee al di là delle dinamiche di chi farà il presidente della Commissione, se è tedesco, se è francese, se è spagnolo, se è polacco, cosa fanno i socialisti, cosa fanno i liberali. Io metterei al centro del dibattito la disoccupazione, non il deficit, il debito, lo spread, il lavoro al centro”.

Giorgetti: “Aprire confronto con la Ue sui vincoli di bilancio”

“Il confronto con le istituzioni dell’Unione europea, in particolare con la Commissione costituisce un momento di raccordo, nel quale l’Italia non si limita a recepire indicazioni provenienti dall’Ue. Al contrario, è l’occasione nella quale le priorità dell’agenda politica italiana vengono coordinate con quelle dell’Unione. In questo senso, il governo potrà aprire un confronto sulla congruità dei vincoli stabiliti, rispetto alla situazione concreta”. E’ il punto di vista del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.

Adolfo Spezzaferro



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