Roma, 5 dic – Il braccio di ferro tra Matteo Salvini e le toghe rosse fa “resuscitare” addirittura l’ex pm Antonio Di Pietro, che va all’attacco del vicepremier sul caso mafia nigeriana.

L’ex leader dell’Italia dei Valori ovviamente corre in difesa di Armando Spataro, il procuratore capo di Torino, che ha fatto scoppiare la polemica e che ha scatenato le ire del ministro dell’Interno.

Secondo Spataro, infatti, il leader della Lega avrebbe anticipato su Twitter una importante operazione di polizia, mettendola a rischio. Ma Salvini ha smentito, rivelando di aver ricevuto un sms sulla compiuta operazione ben prima del tweet.

Ebbene, intervenuto a I Lunatici, trasmissione di Rai Radio 2, l’ex pm di Mani Pulite “riesumato” per l’occasione ha attaccato il vicepremier: “Esprimo tutta la mia solidarietà a Spataro, offeso sul piano personale e professionale da un ministro che in questo caso non doveva essere solo ripreso ma anche indagato, messo sotto indagine per rivelazione di segreto d’ufficio“. Di Pietro, insomma, la spara ancora più grossa di Spataro.

“Salvini per farsi bello si è messo a sparare la notizia prima ancora che l’operazione finisse – riprende Di Pietro – . Se lo fa uno al bar va bene, se lo fa il ministro dell’Interno è grave. Quando finisce una operazione in corso lo sa solo chi quell’operazione la sta conducendo. Siamo in una fase di indagini, c’è un rischio anche per coloro che quell’operazione la stanno facendo”.

“Ma la cosa più grave – continua l’ex leader dell’IdV – è politica. C’è una violenza istituzionale verso una persona e una istituzione che un ministro dovrebbe rispettare. Il Parlamento in un Paese normale sarebbe insorto, qui invece c’è un silenzio omertoso. In uno Stato di diritto, in un Paese democratico, non è accettabile un comportamento del genere”.

Tutta fuffa, montata ad arte da chi spalleggia le toghe politicizzate come Spataro. Fortuna che la democrazia italiana ha mangiato la foglia. Altrimenti il Parlamento (dove, per volere di Renzi, Di Pietro non siede più) sarebbe insorto eccome.

Adolfo Spezzaferro

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4 Commenti

  1. “Quando finisce una operazione in corso lo sa solo chi quell’operazione la sta conducendo. ”

    Come ai tempi di “mani pulite” con un Partito Comunista su cui effettivamente non si è mai saputo nulla;
    ma sicuramente quella indagine “è ancora in corso” secondo questa strana teoria Dipietrista.

  2. Il procuratore ha dimostrato di essere molto più voglioso di notorietà che non salvini e non ha esitato, pur di avere successo, a diffondere urbi et orbi i suoi pensieri avversi nei confronti di un componente del governo di quella repubblica della quale dovrebbe essere procuratore.

    I panni sporchi si lavano in famiglia e, come in ogni buon ufficio, se il capo commette un errore si va da capo e si parla evitando di fare subito sparate che i giornali di tutto il mondo fanno rimbalzare. Qualunque capo, caccerebbe via quel collaboratore.
    Gli effetti DESTABILIZZANTI dell’aver reso pubblici i propri commenti e le forti critiche nei confronti di un ministro della Repubblica sono BEN SUPERIORI a quelli di rischiare di compromettere (senza averlo fatto) un’operazione di polizia.
    Il procuratore dovrebbe essere subito messo sotto accusa per destabilizzazione, visto che non rientra assolutamente tra le sue funzioni quella di criticare o meno i componenti del governo.

    Inoltre, non credo che l’SMS inviato al Ministro rappresenti una forma di comunicazione RISERVATA tipica delle operazioni di polizia. Chi lo ha inviato?

  3. Chi andrebbe indagato è Di Pietro per aver distrutto una classe politica che non aveva mai svenduto il paese a stranieri come venne fatto dopo la caduta manovrata di DC e socialisti.E’ grazie in parte a questo personaggio dai mille punti oscuri che dobbiamo la povertà che oggi c’è in Italia e la cosa piu’ grave è che evidentemente non prova nemmeno vergogna a fare il moralista e a sparare giudizi

  4. questo procuratore quando era a milano era molto amico della scrittrice fernanda pivano.
    ella nelle sue memorie autobiografica dice espressamente che musica e letteratura legavano lei
    con lo spataro.cosicche in occasione di vari concerti ad esempio degli u2 a reggio emilia,
    per fare prima e non arrivare in ritardo,il magistrato allertava 5 vetture di scorta e via verso
    il concerto degli u2.leggasi diari di f.pivano casa editrice bompiani…

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